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Risaia crudele

alessandro realidi Alessandro Reali (Fratelli Frilli Editori)

Dopo l’amore restarono abbracciati a lungo, in silenzio, avvolti nel loro sogno che aveva ormai levato l’ancora da ogni approdo di realtà.

Chissà cosa sarebbe accaduto, ai protagonisti di questo breve e sconvolgente romanzo, se l’autore avesse scelto di farli vivere in un’epoca diversa dal periodo finale, e terribile, dell’ultima guerra mondiale. Ma Risaia crudele non è solo un intrigante noir dall’atmosfera novecentesca: al contrario, dietro alla tensione del thriller, la storia si snoda con un realismo storico nitido, straziante, cinematografico.

C’è da chiedersi come abbia fatto, Alessandro Reali, ad intersecare la folle crudeltà della guerra, il fuoco ardente della passione e della gelosia, la tenerezza e le contraddizioni dell’amore, il terribile compiersi, anche a distanza di anni, della vendetta, con il malinconico paesaggio della Lomellina di sfondo, tra la nebbia, il lento scorrere del fiume e le risaie dove il cielo va a specchiarsi. Con una maestria quasi penetrante, egli ci accompagna in un percorso di tempo, spazio e pensieri, attraverso la storia, la memoria, i più devastanti moti dell’anima, le malvagità e le perversioni proprie della natura umana, il conflitto a fuoco interiore e la paura che spesso accompagnano i sentimenti più profondi.

Per quale motivo Lisandro, dopo così tanti anni, torna nel luogo dove ha provato la duplice tragedia della guerra e del suo destino personale? Quando lo incontriamo è un uomo vissuto, arrivato, benestante… Vive tranquillamente in California, e il suo ritorno in quello che era un piccolo borgo di campagna si trasforma per lui in un flashback inquietante, un doloroso obbligo a rivivere momenti di rabbia e di disperazione, la condanna ad una nostalgia implacabile e resa più acuta dal rimpianto.

Ribelle e anarchico ma solitario, difensore più di una giustizia personale che di una causa sociale, estremo nel bene e nel male, tanto da diventare talvolta violento, il giovane Lisandro del tempo di guerra non ha mezze misure, non scende a compromessi, rifiuta persino la resistenza organizzata: la sua passione di innamorato è straripante, la sua vendetta di nemico dei fascisti è ira funesta, la sua irruenza di giustiziere è spietata, la sua gelosia nei confronti della conturbante Cristina è delirio. Il suo ritorno in Italia è l’incontro inquietante con i fantasmi di un passato impossibile da esorcizzare, amici e nemici ormai scomparsi che, nel silenzio del piccolo cimitero di campagna, rievocano in lui quei momenti in cui l’odio, un odio limpido, purissimo e inalterabile, ha dominato i suoi gesti e le sue decisioni, ha reso giustizia senza offrire vie di scampo, perché l’amore e la guerra non concedono mai il perdono.

Era poi vero amore, quello di Cristina? Legata a Lisandro da un desiderio bruciante di cui è in parte succube, ma a sua volta preda di quelle inspiegabili contraddizioni del cuore, la ragazza più bella di Casoni, giorno dopo giorno, si lascia conquistare da un altro, profondo e dolcissimo, amore, incurante degli inevitabili rischi e delle conseguenze che esso comporta.

In un continuo, suggestivo alternarsi di piani temporali che sembrano fissare gli attimi come fotogrammi, tra un presente popolato dalle ombre e un passato vanamente messo a tacere, Lisandro rivive i suoi giorni tormentati della gioventù, quando la sua bramosia di giustizia e di vendetta si manifestava con un’irruenza a volte feroce.

Risaia crudele è il ritratto di un periodo storico duro e contrastato, di una guerra inutile dove la furiosa superbia di un fascismo ormai in declino appare tanto spietata quanto grottesca, ma è anche il racconto tristemente vero del reciproco distruggersi della vita umana. E la resa dei conti finale, un colpo di scena da thriller, appare all’improvviso, spaventoso e impensabile punto di incontro tra la realtà e la memoria.

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