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L’aquila e la piovra

l'aquila e la piovradi Gianni Palagonia
(Edizioni CentoAutori)

In Italia mi sembra che si siano deteriorati i rapporti umani. Qui invece la gente ti sorride, ti accoglie a casa come se fossi un re. E’ una bella sensazione che non provavo da tempo.

Raramente accade di incontrare uno scrittore capace di ritrarre la realtà, crudele o sublime che sia, con la forza e la bellezza di un romanzo, al punto che la scrittura trascenda l’arte e divenga una sfida, un’arma, un atto di coraggio. E Gianni Palagonia, nome d’arte di un poliziotto che ha scelto il coraggio come stile di vita, impegnandosi totalmente nella lotta contro la criminalità organizzata, è uno scrittore eccezionale, che si vorrebbe avere come amico, soprattutto in questi tempi di incertezza e smarrimento, sia per la passione e l’entusiasmo che sa infondere in ogni parola, sia per la capacità di racchiudere una realtà dura, ostile, estremamente rischiosa, in un racconto ricco di emozioni, di sentimenti, di ideali, di speranze, di ricordi e riflessioni personali, di malinconia e di felicità.

Non dovete fare altro se non ascoltare le sue parole, e lasciarvi condurre attraverso le pagine di L’aquila e la piovra, un romanzo/viaggio abbastanza breve, dove la vita e la fiction si intrecciano magistralmente, tanto da rendere impossibile percepirne i limiti: un racconto affascinante che, come credo sia tipico per questo autore, rende giustizia alla verità con un impeto travolgente, a volte anticonvenzionale.

L’Albania narrata da Gianni è una terra splendida e terribile, incatenata ad un passato di tirannia, stretta nella morsa della corruzione che ne ha fatto il proprio regno. Da secoli incrocio di civiltà e culture, con un paesaggio magnifico e inquietante al contempo e una posizione geografica invidiabile, tra il mare e i Balcani, spesso sfruttata per favorire i traffici più illeciti, questa terra che pochi conoscono veramente, male interpretata e umiliata dall’opinione pubblica, si delinea ai nostri occhi come in una galleria di immagini, talvolta oscure, talvolta incantevoli. Insieme a lui scoprirete un paese che un improvviso eccesso di libertà ha mutato in una terra di nessuno, dove l’assenza, o l’impotenza, di chi difende la legge ha trasformato in legge il crimine stesso, ma anche l’opportunismo, l’inganno, lo sfruttamento dei più deboli. Scoprirete l’abissale differenza tra Tirana, una città che nasconde una vivacità intellettuale e un desiderio di innovazione, e le regioni del Nord, aride, rocciose, dominate da un antichissimo codice legislativo reinterpretato a favore della malavita, che relega le donne a condizioni disumane e costringe gli uomini all’obbligo della vendetta, scoprirete l’esistenza di una città interamente dedita alla produzione e al commercio della droga, e tacitamente inclusa negli interessi di politici e governanti. Ma incontrerete anche i colleghi di Gianni, persone straordinarie e inconsapevoli di esserlo, capaci di sfidare il destino nel nome del proprio dovere, conoscerete i suoi amici albanesi, che a volte, dietro ad un sorriso, nascondono storie allucinanti.

Con il ritmo serrato di un thriller, e una piacevole nota di autoironia, Gianni vi rivelerà l’esistenza di intrighi internazionali d’alto livello, ma vi racconterà anche gli aspetti più creativi e pittoreschi della sua attività di investigatore, i pericolosi giochi di abilità che lui e i suoi colleghi non esitano a intraprendere per ottenere le informazioni di cui hanno bisogno.

E alla fine del viaggio, avrete imparato a conoscere la vera bellezza di una terra colma di contrasti ma ricca di potenzialità, di profondi valori, di una ferrea volontà di cambiare, di progredire, a dispetto di quei pochi disonesti che, purtroppo, detengono il potere. E, come è accaduto all’autore, abbandonerete quei pregiudizi tipici di chi è nato in Italia e non sa quale peso abbia la presenza italiana negli ambigui labirinti albanesi. L’aquila e la piovra è un romanzo realista ma non angosciante, è un noir appassionante, è un affascinante diario di viaggio, ed è anche una storia d’amore, un amore che io voglio immaginare infinito. Non ho idea di quanto vi sia di vero in questo libro, e quanto sia opera di fantasia, ma a me piace pensare che la verità, in qualche modo, sia una presenza costante in ogni pagina.

Ringrazio Gianni Palagonia per avere regalato ai lettori, con indiscusso talento e grande sensibilità, un’esperienza realmente emozionante, e ringrazio tutti quelli che, come lui, non esitano a mettere in gioco l’intera vita per rendere il mondo un luogo migliore, e molto, troppo spesso noi nemmeno ce ne rendiamo conto.

 

 

 

 

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