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Chiedi alla polvere

fantedi John Fante (Marcos y Marcos)

Percorsi un centinaio di metri verso sud-est e, con tutta la forza che possedevo, gettai il libro nella direzione che lei aveva preso. Poi montai in macchina, avviai il motore e partii per Los Angeles. 

Non è difficile immaginarlo, Charles Bukowski, quando, squattrinato, spesso ubriaco e ossessionato dall’idea di diventare uno scrittore, passa gran parte del suo tempo tra gli scaffali di una biblioteca, dove incontra, è proprio il caso di dirlo, Arturo Bandini, e ne rimane folgorato.

L’io narrante di Chiedi alla polvere, e di altri romanzi di John Fante, scrittore che, come afferma Bukowsky stesso, non ha paura delle emozioni, è davvero uno di quei personaggi capaci di lasciare il segno. Un po’ meno trasgressivo di Bukowski, altrettanto povero e piuttosto ingenuo, Arturo Bandini, figlio ventenne di italiani emigrati nel Colorado, trascorre il suo tempo a scrivere e ad attendere il momento in cui diverrà un autore di successo.

In realtà, Arturo è uno scrittore innato, e qualche suo racconto è già comparso nella prestigiosa rivista di un importante editore: ora deve solo cercare l’ispirazione giusta per scrivere il suo primo romanzo. Ma, come accade spesso ai grandi artisti, è ipersensibile, malinconico, lunatico, facile preda di devastanti emozioni e struggenti passioni. La sua piccola stanza nei sobborghi di Los Angeles, dove si è trasferito per dedicarsi completamente alla sua arte, diviene il punto di incontro con un mondo policromo e underground, che sopravvive tra amori e speranze, disperazione e miseria, rabbia e illusione.

Un’atmosfera crudele e incantevole al contempo, dalla quale Arturo, cattolico credente, romantico e generoso di natura, si lascia trascinare: cede agli istinti, si dispera, diviene preda ora del desiderio, ora del rimorso. E si innamora, inevitabilmente, della messicana Camilla Lopez, tanto bella quanto tormentata dalla lotta per la sopravvivenza, da un’altro disperato amore, dalla continua ricerca di un oblio che diverrà la sua distruzione.

Nonostante tutto, Arturo riuscirà a realizzare il suo sogno, e le notti trascorse tra lacrime, nostalgia e rimpianto si trasformeranno nel suo primo romanzo. Anche se questo suo meritato trionfo non sarà accompagnato dalla gioia, ma dalla triste consapevolezza di quanto possano essere perversi i giochi del destino.

Un grande, imperdibile capolavoro del Novecento americano.

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