Schegge

scheggedi Sebastian Fitzek (Elliot)

E’ l’unica possibilità, l’induzione forzata di un’amnesia totale.

Qual è il valore della memoria? Quale importanza hanno i ricordi, anche i più devastanti, quelli che vorremmo non aver mai vissuto, nella nostra esistenza? E se ci fosse data la possibilità di cancellare per sempre dalla nostra mente il ricordo delle esperienze più spaventose, e ricominciare una nuova vita… l’accetteremmo?

Marc Lucas, il protagonista del thriller psicologico Schegge, di ricordi poco piacevoli ne ha tanti, ma potrebbero essere ancora sopportabili se non ce ne fosse uno terribile e doloroso, molto più degli altri: la morte della giovane moglie incinta durante un incidente automobilistico del quale egli si sente colpevole. E, per quanto la causa e il meccanismo dell’incidente nella sua mente appaiano sbiaditi e confusi, la responsabilità di quello che ai suoi occhi è un duplice omicidio ha completamente distrutto la sua vita. Indebolito dal trauma e dalle cure a cui è costretto a sottoporsi, stressato dal rimorso, dalla disperazione e dalla solitudine, nel momento in cui legge l’annuncio dove una prestigiosa clinica medica offre la possibilità di sottoporsi ad un complicato esperimento per imparare a dimenticare, Marc ne viene inevitabilmente attratto…

Ed ecco che la sua vita si trasforma improvvisamente in un incubo, in un labirinto tenebroso e infernale dal quale non esiste alcuna via di uscita, spezzandosi in schegge orribili e laceranti: perché cancellare un ricordo, fosse anche il peggiore, significa cancellare per sempre una parte di noi stessi. Significa cancellare il passato, certo, ma anche il presente, e persino il futuro: tutto quello che è il nostro fragile equilibrio si frantuma, e crolla per sempre. Marc ha solo risposto ad un test, in realtà non ha ancora deciso di prendere parte all’esperimento, ma ecco che ha già perso tutto ciò che possedeva: non riesce a rientrare nella sua casa, il nome sul campanello è cambiato, c’è qualcun altro al suo posto di lavoro, nessuno lo riconosce, persino la famosa clinica medica sembra essere scomparsa nel nulla…

Ma cosa sta accadendo a Marc? Il dolore per la morte della moglie lo sta facendo lentamente impazzire, come afferma il suocero Constantin? O forse è la cavia inconsapevole di un esperimento tanto rischioso quanto sadico? O forse ancora, come sospetta l’enigmatica Emma, qualcuno vuole davvero cancellare la sua memoria a causa di alcune informazioni compromettenti di cui è, inconsapevolmente, in possesso?

Alla sua allucinante avventura si intreccia quella del fratello Benny, che cerca di liberarsi dalla crudele tirannia di un criminale con il quale si è ingenuamente indebitato di un’enorme somma di denaro.

Scopriremo, alla fine, che il dramma psicologico di Marc e l’avventura noir di Benny convertono verso un unico, elevato, finale, ma il destino ormai seguirà il suo corso, stravolgendo anche l’intrigo sentimentale ed esistenziale che intreccia i due fratelli. E, se a quel punto nemmeno noi saremo più in grado di distinguere la realtà dalla visione, perdendoci in quel luogo senza tempo che racchiude il senso della vita e della morte, avremo però compreso come sarebbe davvero terribile e folle rinunciare ai ricordi e cancellarli. Perché sono proprio i ricordi, splendidi o terrificanti che siano, a dare senso alla fragilità della nostra esistenza. Un’esistenza che a volte ci appare piatta e priva di significato, ma che non può, e non deve, essere piegata al nostro volere: otterremmo solo una delusione, o una tragedia.

Non è una lettura facile, questo romanzo dell’autore tedesco Sebastian Fitzek (del resto nessuno dei suoi thriller è una lettura facile…), dove l’introspezione e l’autoanalisi sconfinano con l’horror , ma è davvero molto, molto profondo.

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