Y

ydi Serge Quadruppani (Marsilio)

Il rumore e il calore lo svegliano. La porta è bruciata e la fornace brontola. Si rialza. In mezzo al fumo sente gli urli dei ribelli della Grande Moschea, il crepitio dei mitragliatori della guardia beduina, gli urli dei feriti che vengono finiti all’arma bianca. 

E’ in questo labirintico romanzo, il primo della trilogia di noir dello scrittore francese e militante politico Serge Quadruppani, che incontriamo per la prima volta Emile Krachevski, o meglio, Emile K., il tenebroso e sensuale investigatore privato, ex agente super speciale dell’antiterrorismo francese. La sua storia potrebbe già  essere un romanzo, e appare, infatti, nello svolgersi di Y, quasi fosse un racconto nel racconto, narrata dallo spietato e brillante medico arabo Aboub, che cerca di estorcere preziose informazioni dalla mente del glaciale detective, prima di cancellare per sempre la sua memoria.

Inutile dire che Emile K. non è persona da cedere neanche all’orrore di una simile vessazione e, come ci aspettiamo, riuscirà a sfuggirne con spettacolare successo, sebbene restino in lui le tracce di uno smarrimento confuso tra la nostalgia e il rimpianto. Una reazione normale, forse, in un ex rivoluzionario che, per le avversità del destino e della storia, è salito lungo le vie impervie di una sfavillante quanto straziante carriera militare, uscendone dilaniato sia da un senso del dovere quasi nichilista, sia da un codice etico cristallino.

Ma come ha fatto questa volta, Emile K., a finire in questo guaio? I romanzi di Serge Quadruppani hanno la particolarità di non mancare di nulla: dall’amore al terrorismo internazionale, dalla passione al commercio di droga, dal sesso agli intrighi mafiosi, dalla crudeltà alla dolcezza. Inoltre, la struttura intricata e il succedersi dei colpi di scena, ci rendono dipendenti da una lettura che, se da una parte non riusciamo a interrompere, dall’altra vorremmo non terminasse mai, chiedendoci quale sorpresa troveremo nella pagina successiva.

A ingaggiare il temerario Emile questa volta è stata Adele, per ritrovare la sorella Annie, scomparsa nel nulla insieme ad Alex Varga, banchiere, padre del malinconico e tormentato Claude ed ex eroe della Resistenza francese, e a una valigia dal misterioso (soldi? droga? documenti segreti?) contenuto. Alla ricerca della valigia, e quindi di Claude, al quale il padre ha lasciato solo un’enigmatica lettera, si muove rapidamente tutta la parte più temibile del mondo, servizi segreti, partiti politici, mafia, trafficanti di droga, integralisti religiosi, in una specie di caccia al tesoro dalle potenzialità devastanti e letali. Chissà, forse il contenuto è la spaventosa Angel Dust, la droga che trasforma chi l’assume in un pazzo sadico e violento, o forse un documento tanto compromettente da poter diventare la firma di un trattato di pace tra le forze oscure dell’Islam e della politica internazionale.

In tutto questo rincorrersi di potere, vendetta, rabbia e inganno, sullo sfondo di una Parigi in bianco e nero e di una Provenza inondata di pioggia, alla storia noir si intrecciano le emozioni dei protagonisti, il dramma di Claude, incatenato dall’eroina e dall’amore, di Adele, innamorata a sua volta, e legata alla sorella da quello stesso segreto scomparso con lei. E, in un finale che giunge improvviso, quando ormai ce ne aspettavamo un altro, scopriremo che l’impassibile Emile poi tanto impassibile non è, ma anche lui, come tutti, per quanto forte nel suo ruolo di professionista immune alla violenza umana, è preda di quei rapidi, ma strazianti, squarci di emozione, di quegli irrazionali momenti di delirio che la ragione non vorrebbe ammettere.

Non semplice, ma molto bello.

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