Morte nel trullo

mortedi Gino Marchitelli

Ora sapeva che lei non era sparita per sempre, quelle lettere furono il richiamo alla vita.

E, nel momento in cui il commissario Matteo Lorenzi leggerà le lettere dell’sms di Cristina, il richiamo alla vita che egli attendeva con ansia, noi ormai ci saremo persi nel labirinto di questo spaventoso romanzo. Che poi, osservando meglio, un semplice romanzo non è.

Esordio letterario dell’atipico scrittore Gino Marchitelli, e prima avventura del commissario Matteo Lorenzi e della giornalista di Radio Popolare Cristina Petruzzi (li abbiamo già incontrati tutti e tre in Milano non ha memoria), Morte nel trullo è un complicato intreccio di amore, crimine e morte che obbliga i lettori a passare attraverso un percorso di emozioni impetuose e laceranti, nel bene e nel male. Insomma, non è esattamente quello che ci si aspetta da un (all’epoca) esordiente.

La struttura stessa del romanzo, a incastri concentrici di due storie parallele e unite in maniera quasi diabolica, tra flashback e ricordi, da un amore e da una vendetta, rende impossibile approfondirne troppo la trama senza togliere la tensione del giallo e l’angosciante doppio finale. In breve: Mattoe e Cristina si incontrano, e loro malgrado si innamorano, sulle tracce di uno strano tipo di serial killer, spietato esecutore di personaggi oscuri, deviati e legati segretamente al mondo della pedofilia. L’assassino colpisce da esperto, supera le insormontabili barriere dei più sofisticati sistemi di sicurezza, passa invisibile attraverso infallibili sistemi di allarme, esegue il suo lavoro con rapidità e precisione e scompare, lasciando come unico segno di riconoscimento un lettore mp3 con un’unica traccia musicale, un inquietante brano degli Uriah Heep. Sembrerebbe infallibile, a suo modo geniale, forse, chissà, un misterioso “giustiziere” che, tra un omicidio e l’altro, torna ad essere una persona equilibrata e normale, fino alla scelta del prossimo bersaglio da colpire…

Non posso rivelare altro: leggete questo spettacolare romanzo e lasciatevi trascinare tra uffici, fabbriche, ville, appartamenti, cantieri e impianti elettronici in un incessante rincorrersi tra la pioggia di Milano, il magico splendore del Salento e le antiche ombre di Napoli. Oltre all’incanto dei paesaggi, che l’autore ci mostra con una limpidezza quasi cinematografica, scoprirete come Morte nel trullo tocchi tutti quegli aspetti caratteristici dell’animo e della natura umana, dai sentimenti più elevati alle peggiori perversioni. Intorno all’intrigo centrale, degno di un maestro del thriller, scoprirete l’estrema labilità della ragione, la facilità con cui la vendetta si trasforma in ossessione, i lati oscuri, le contraddizioni ma anche la forza immensa dell’amore, e poi ancora gli scherzi che a volte giocano il desiderio, il tradimento, la gelosia. E la morte, come fine ultimo, o forse come unica via di uscita.

Un romanzo sicuramente complesso ma appassionante, ma anche un’aperta, direi temeraria denuncia contro la violenza nei confronti dei bambini, un crimine terrificante e tante volte nascosto dalle spesse cortine dell’interesse, della ricchezza e del potere.

Advertisements

Comments are closed.