Un’estate fa

estatedi Stefano Tummolini (Fazi)

Quindi, se io fossi un baco da seta, eviterei di fare due cose. Prima di tutto di guardarmi in uno specchio, vista la mia bruttezza. E secondo farmi trovare dagli uomini: perché per loro la mia bava è più preziosa di me.

Così scriveva Guido quando era bambino, sulle pagine del diario condiviso con il cugino Domenico, durante le estati trascorse nella bella villa di Sabaudia: mare, cielo, scogli a strapiombo sull’acqua, e le piante di gelso dove i bachi da seta “fortunati”, quelli che non si erano fatti trovare dagli uomini, erano liberi di trasformarsi in farfalle, senza conoscere la crudeltà degli uomini, capaci di ucciderli per speculare sui loro bozzoli. E non immaginava certo che, a 24 anni, proprio da quella stessa villa sarebbe scomparso per sempre.

E’ un venerdì d’estate quando Guido, da Palermo, sale a Roma per passare il fine settimana da Domenico, e sostenere la prova per un concorso il lunedì successivo. Ma al sabato il ragazzo scompare: non è raggiungibile al telefono, né dato notizie al padre,  il quale scoprirà che Guido non si trovava a Roma ma a Sabaudia, dove il cugino aveva deciso di invitare alcuni amici per il weekend. Una decisione volutamente segreta, causa il divieto di utilizzare la villa da parte dei genitori di Domenico, che troverà il cellulare di Guido, spento, sul comodino, mentre del ragazzo non ci sono tracce. Pare abbia semplicemente deciso di lasciare la compagnia, tutto lascia pensare ad una scelta volontaria, forse una “fuga”.

Il padre di Guido, che non ha motivo di credere ad una fuga del figlio, ne denuncia la scomparsa: partono le indagini, e chi ha trascorso con lui le ultime ore è chiamato a testimoniare. La visione che emerge dalle deposizioni di Domenico e dei suoi amici è, dapprima, abbastanza lineare: l’atmosfera è quella di un weekend tra compagni di università, abbastanza benestanti, divisi da piccole gelosie e contrasti tra coppie, ma tutti d’accordo nel dire che Guido, introverso di natura, ha deciso di andarsene perché, forse, con loro non stava bene.

Tutti d’accordo, anche l’ambiguo giardiniere della villa, anche la zia di una delle ragazze che incontra casualmente la nipote in spiaggia…. Tutti, tranne uno, Davide, l’outsider della compagnia, un musicista “alternativo”, di quelli che frequentano i centri sociali, accusato dagli altri per il comportamento scostante e anticonvenzionale. L’unico, però, a dare una versione diversa dei fatti, secondo la quale Guido non ha affatto deciso di tornare a Roma. 

Che Davide sia l’unico a dire la verità? E’ ancora presto per dirlo, ma la sua deposizione, oltre a complicare il caso, farà scattare una reazione a catena, obbligando i testimoni a ulteriori confronti sempre più serrati, non solo verso la polizia ma anche tra loro stessi… E, lentamente, il tranquillo weekend tra amici assumerà le tinte di un incubo, svelando invidie, rivalità, contrasti, persino oscuri segreti e comportamenti volutamente provocatori, vendicativi e violenti all’interno della piccola compagnia.

Un’estate fa è un romanzo breve e tragicamente bello, inquietante e realista, che si snoda non come semplice narrazione, ma, in maniera atipica e originale, attraverso le testimonianze, le deposizioni, le intercettazioni e le notizie che costituiscono lo svolgersi delle indagini per la scomparsa di Guido. Proprio per questa forma insolita, la vicenda appare in tutta la sua dolorosa realtà, in parte per il dramma della scomparsa del ragazzo, ma soprattutto per tutto quel groviglio di finzioni, di ipocrisie, di prevaricazioni e di vendette che avvolge il gruppo di “amici”, solidali solo nel nascondere la verità.

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