All’improvviso bussano alla porta

keret12di Etgar Keret (Feltrinelli)

Questo è il migliore racconto del libro. Di più. E’ il migliore racconto del mondo. E non siamo stati noi a deciderlo.

Etgar Keret, uno dei più noti e tradotti autori israeliani della nuova generazione, ha sicuramente ragione: a David Grossman o ad Amos Oz, certe cose non accadrebbero mai. A nessuno dei grandi autori di Israele può accadere che un uomo armato bussi alla loro porta costringendoli, dietro minaccia di morte, a raccontare una storia.

Ed è invece così che si apre All’improvviso bussano alla porta e, come nelle Mille e una notte, per poter sopravvivere Etgar Keret ci regala non uno ma una serie di trentotto racconti. Racconti straordinari, folli, malinconici, geniali e travolgenti al contempo, che ci sorprendono e ci lasciano senza parole, forse per quell’ironia tipica della cultura ebraica, forse per l’intreccio sorprendente della comicità con l’introspezione psicologica, con i più difficili temi sociali, con la satira politica, con la tristezza esistenziale e talvolta anche con la crudeltà.

Avvolti da un’atmosfera spesso onirica e surreale, i personaggi creati da Etgar Keret vivono le avventure più strane, paradossali, assurde ma sempre con un profondo riferimento alla realtà, ai sentimenti, ai rimpianti, alle strane e incomprensibili possibilità che la vita, a volte, ci offre e volte ci nega.

C’è chi si perde in mondo sotterraneo dove tutte le più piccole bugie prendono vita, c’è chi si spoglia letteralmente di sé stesso trasformandosi in ciò che avrebbe forse voluto essere, c’è un solitario immigrato russo che parla con un pesce rosso capace di dare vita ai desideri, c’è un agopuntore cinese che riesce a capire le stranezze poetiche della lingua ebraica, c’è una donna che ricorda di essere sposata solo quando le comunicano la notizia della morte del marito, c’è un uomo seduto in un bar in attesa di qualcuno che lo scambi per un altro, c’è un vedovo che riconosce la moglie in un cagnolino e le chiede perdono con lo sguardo, c’è una ragazza che tradisce il fidanzato solo con chi ha lo stesso nome, ci sono spesso anche dei bambini, ma si tratta di bambini già adulti, che sanno usare come armi la tristezza, il cinismo, il disincanto.

Trentotto racconti terribili e divertenti, capaci di dipingere la vita con tutte le sue contraddizioni, le paure e le speranze, e di descrivere con leggerezza, ma anche con un tocco di sarcasmo, le manie e le ambiguità proprie sia della natura umana che della società che essa ha voluto creare.

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