La libreria del buon romanzo

libreriadi Laurence Cossé (edizioni e/o)

Io e Van abbiamo parlato ore di queste pagine. Non riuscivo a credere che venissero dalla gran dama di cui ricordavamo la sicurezza, il coraggio di fronte alle avversità, gli occhi meravigliosi e la particolare bellezza.

Il tema su cui si snoda questo appassionante, e simbolico, romanzo di Laurence Cossé, potrebbe essere quello di chiedersi se la letteratura di qualità riuscirà a sopravvivere in un ambiente dominato dalle strategie di marketing, dai giochi di potere tra gli editori, gli autori e le librerie, da un mondo in cui il commercio ha più importanza e valore della cultura. Ma, lo scoprirete leggendo, La libreria del buon romanzo non è solo questo.

Quando Francesca, moglie di un imprenditore, ricca, malinconica e con un dramma alle spalle che le impedisce di vivere, e Vantra l’intellettuale e il rivoluzionario, innamorato ma incapace di mantenere a lungo un amore, si incontrano, entrambi non hanno niente da perdere e un’unica gioia condivisa: la passione per la grande letteratura. Nel momento in cui lei, lettrice colta, bella e appassionata, trova lui, commesso in piccola libreria di montagna, incompreso a causa delle scelte letterarie troppo raffinate, e gli propone di aiutarla nel realizzare un’ipotetica Libreria del buon romanzo, è naturale che egli accetti senza un istante di esitazione.

Entusiasti e sognatori, Van e Francesca si perdono nel loro progetto, e qualche mese dopo, l’unica libreria di Parigi dove si trovano solo romanzi di eccelsa qualità, selezionati da un gruppo di scrittori la cui identità è segreta, apre al pubblico. Il successo è enorme, la Libreria del buon romanzo diviene il punto di incontro dei lettori esigenti, degli intellettuali, degli intenditori di letteratura, e intorno ad essa nasce un continuo movimento, uno scambio, un dialogo incessante tra gli amanti della vera letteratura, coloro che alle scelte commerciali, ai premi letterari e alle classifiche, preferiscono l’emozione e la bellezza. Un successo che non può passare inosservato, e che lentamente, giorno dopo giorno, inizia a crearsi dei nemici, intenzionati, anche con metodi subdoli e violenti, non tanto a far concorrenza alla libreria, quanto a destabilizzarne il perfetto equilibrio, a distruggerne il significato.

Ma La libreria del buon romanzo è anche una storia d’amore, un amore parallelo e inquietante, che da un lato non ha risposta e dall’altro non rispetta i tempi, forse fragilissimo ma comunque forte e capace di resistere o, se necessario, di annullarsi.

Proprio come l’amore per la letteratura, per quella bellezza che “salverà il mondo”, alla fine, nonostante gli attentati, le tragedie, le avversità economiche, riuscirà a ricrearsi, a rinascere, e a proseguire la propria difficile, ma splendida, strada.

Advertisements

Comments are closed.