Sei racconti polizieschi

faulknerdi William Faulkner (Einaudi)

E quando mai la giustizia è onesta? Non è sempre una combinazione arbitraria di ingiustizia, fortuna e banalità?

Ad affermare questa indiscutibile verità è l’avvocato e detective Gavin Stevens, personaggio tanto enigmatico quanto affascinante, protagonista dei Sei racconti polizieschi del grande romanziere americano William Faulkner, pubblicati nel 1949 (diversi anni più tardi de L’urlo e il furore) e purtroppo non molto noti ai lettori italiani.

Sfondo dei racconti è l’immaginaria contea di Yoknapatawpha, nel profondo sud degli Stati Uniti, dove Gavin Stevens, veterano della I guerra mondiale plurilaureato ad Harvard, riveste un ruolo giuridico a tutti gli effetti, ma è per passione personale che si addentra nei casi da risolvere, giocando spesso d’astuzia e inseguendo vittime e colpevoli con una noncuranza verso il rischio che sfiora il nichilismo. Di lui sappiamo poco, oltre alla passione per gli scacchi e la letteratura, e le lunghe riflessioni filosofiche talvolta condivise con il giovane nipote, io narrante in alcuni dei racconti. Lo vediamo agire avvolto da un malinconico e aristocratico silenzio, fino a stringere criminali e omicidi in un cerchio privo di via di uscita.

Nell’atmosfera quasi surreale delle terre del sud, e dei conflitti interiori che ne incatenano gli abitanti, l’avventuroso avvocato, non privo di una sua, peraltro giustificata, superbia, diventa una sorta di saggio giustiziere e di confidente tra personaggi animati da un violento e primordiale istinto di sopravvivenza. Orgoglioso e caparbio, diffidente verso ogni forma istituzionale di legge e di giustizia, Stevens si muove tra furti, delitti e tradimenti come fosse su di una scacchiera, inventando trucchi e stratagemmi per fare emergere il reo di una colpa spesso indotta da un’esistenza dura e lacerata.

Famiglie dilaniate da un odio decennale, omicidi eseguiti per incassare l’assicurazione sulla vita, delitti negati per amore, assassini rivelati da errori banali: in tutte le sei storie non manca la suspance di un giallo classico, incastonata in un paesaggio da Far West dove l’eleganza decadente di Stevens fronteggia con tranquilla temerarietà la legge del più forte.

Advertisements

Comments are closed.