Ninna nanna

ninna_nannadi Chuck Palahniuk (Mondadori)

Uccidere una persona a cui si vuole bene non è la cosa peggiore che le si può fare. Il più delle volte preferiamo che sia il mondo a farlo.

Immaginiamo di avere tra le mani un foglio dove è stampata una filastrocca. Immaginiamo di leggerla e di accorgerci che possiede un potere terribile e affascinante: quello di far addormentare per sempre chi l’ha ascoltata. In seguito ci accorgiamo che non è necessario leggerla, basta pensarla, e la persona su cui dirigiamo lo sguardo o il pensiero non si rialzerà mai più. Addirittura non è neanche necessaria la volontà, poiché non appena siamo offesi o irritati da qualcuno, le strofe si snodano nella nostra mente in automatico e colpiscono, come una raffica di mitragliatrice, ma in maniera molto più efficace e silenziosa. Allora ci rendiamo conto di avere tra le mani un’arma micidiale, infallibile e, nello stesso tempo, lieve, come una poesia.

Questo è quello che accade a Carl Streator, giornalista vedovo e solitario, affetto da una strana fobia di costruire e distruggere magnifici modellini di case e palazzi. Incaricato di redigere un articolo sull’apnea notturna che talvolta uccide i neonati, scopre il legame tra le piccole vittime e un’antica filastrocca africana, una Ninna nanna le cui parole, quando evocate, provocano la dolce morte del destinatario. Dopo aver capita, e sperimentata, la terribile efficacia dei versi, Streator, accompagnato da Helen Boyle, sofisticata ed elegantissima agente immobiliare esperta in case “possedute” alla quale la filastrocca, anni prima, ha ucciso il figlio, parte per la caccia ai libri maledetti, sparsi per librerie e biblioteche degli Stati Uniti, e al grimoire originale, il libro stregato da cui l’incantesimo ha avuto origine.

Ma la loro missione da giustizieri ben presto si trasforma in una guerra dove tutto è lecito, poiché avere tra le mani la vita degli altri è un potere tanto immenso da corrompere chiunque. In viaggio insieme a loro, quasi fosse una vacanza di famiglia, ci sono anche la segretaria di Helen, Mona, agguerrita apprendista strega travestita da figlia dei fiori, e il suo ragazzo, Ostrica, uno strano tipo di ecoterrorista che specula sulle stesse ragioni per cui combatte. Inutile dire che anche loro subiscono il fascino perverso della filastrocca e delle sue potenziali conseguenze.

In tutta questa storia, che poi è una tragedia, una celebrazione della vendetta e del male e, peggio ancora, dell’ambiguità di cui l’uomo è capace, gioca pesante la satira nichilista di Chuck Palahniuk, capace di restituire una trama allucinante con i colori di una commedia grottesca, nello stesso modo in cui la filastrocca uccide con dolcezza.

E, se osserviamo bene, alla fine la malvagità di Ostrica forse è solo gelosia,  la cortesia di Mona forse è solo affetto, il dramma che lega Carl Streaton ed Helen, e che nonostante tutto, resiste, forse è solo amore. Amore vero, e non un incantesimo. Così come il romanzo è una storia d’amore.

Una delle migliori creazioni del geniale e maledetto scrittore americano. Da non perdere.

 

Advertisements

Comments are closed.