Marinai perduti

izzodi Jean-Claude Izzo (edizioni e/o)

Lalla. Pensava soltanto a lei. A lei e a Nedim. E agli sguardi insistenti, indecenti di Abdul. Gli era ritornato in mente ogni minuto della cena. E tutti gli sguardi di Abdul sul corpo di Lalla. Non avrebbe dovuto lasciarli soli con Abdul. Non avrebbe dovuto lasciarla là, sua figlia. Lalla. 

Una figlia che Diamantis, secondo ufficiale di una nave bloccata nel porto di Marsiglia, ignorava di avere, e che incontra attraversando un intricato percorso di amore, vendetta, passione e memoria, al termine del quale avrà perso molto, e avrà trovato molto altro.

Un po’ poeta, un po’ filosofo, Diamantis sceglie di condividere il destino del suo capitano, Abdul, costretto a disarmare la nave e a liquidare l’equipaggio a causa delle disoneste manovre del proprietario, e a loro si unisce un unico marinaio, Nedim, involontario e sfortunato tratto d’unione delle storie parallele che si intrecciano in Marinai perduti, uno dei più malinconici e significativi romanzi dell’autore marsigliese Jean-Claude Izzo.

Costretti a convivere in uno spazio esiguo, non per mare ma nemmeno per terra, in attesa di una partenza che forse non avverrà mai, lentamente nei tre marinai si fa strada uno stato d’animo confuso e alterno, dalla nostalgia al desiderio, dalla noia alla disperazione, dalla tristezza alla follia. Una follia che ognuno esprime a suo modo, con la trasgressione e l’avventura, con il rimpianto, con la ricerca di un amore perduto.

Tre storie simili, poiché per ognuno di loro c’è un passato in frantumi da ricostruire nel futuro, ed è l’incertezza di questo futuro, unita all’incertezza della situazione, a generare dubbi e rimorsi che, lentamente, si trasformano in incubi. Tutti hanno un amore lontano, forse finito, forse troppo distante per potersi aggrappare ad esso, tutti vivono in un’ansia lacerante tra il tentativo di ritrovarlo e il desiderio di prendere un’altra strada, ed è quest’ansia a scatenare la tragedia.

Al di là del racconto, magnifico punto d’incontro tra romantico, noir e dramma psicologico, la bellezza è anche nello sfondo: Marsiglia, la città di Jean-Claude Izzo, che appare in tutto il suo policromo fascino di città cosmopolita, antica e splendida, unica anche nella decadenza, passionale anche nella malavita, nelle rivalità, nelle lotte di strada. E il Mediterraneo, il mare che sfiora, unisce e divide culture diverse e lontane, il mare antico dall’avvenire incerto. Un romanzo che il grande autore francese, scomparso troppo presto, dedica alla sua città e ai suoi drammi nascosti, al suo mare e al suo ignoto destino. Da leggere.

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