La scena perduta

di Abraham B. Yehoshua (Einaudi)

“Non hanno metodo. Sparano quando hanno nostalgia, e la nostalgia, come sai, è incontrollabile”.

C’è sempre qualcosa di indefinibile, di inquietante  e di volutamente incompiuto nei romanzi del grande scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua. Qualcosa che ci lascia senza parole di fronte agli abissi nascosti dell’anima, ai profondi e segreti labirinti della natura dell’uomo.

La scena perduta sembra quasi un resoconto personale trasformato dall’autore in metafora letteraria. Una raccolta di memorie dove ritroviamo persino alcune tracce dei suoi racconti precedenti, incatenati in un drammatico incrociarsi di destini che, come è tipico di Yehoshua, assume a tratti le tinte della visione, del sogno, dell’estraniazione, dell’irrealtà.

Quando il regista israeliano Yair viene invitato a Santiago di Compostela in occasione di una retrospettiva a lui dedicata, non immagina certo che la suggestiva, quasi inquisitoria presenza della magnifica cattedrale spagnola riporterà alla luce non solo le sue pellicole giovanili e sperimentali, ma anche l’evento che ha segnato irrimediabilmente la sua vita e la sua carriera.

Sono passati oltre trent’anni da quando Shaul, geniale e orgoglioso sceneggiatore di Yair, ha interrotta per sempre la collaborazione a causa dell’oscura sensualità di una scena che Ruth, attrice e compagna di Shaul, si rifiuta di recitare, con l’inatteso appoggio del regista. Offeso a morte, Shaul scompare dalla vita di entrambi, spezzando in un solo colpo sia il rapporto d’amore che l’intesa professioale. Ma in realtà, la scena rifiutata da Ruth forse non era altro se non una ribellione di lei verso la morbosa possessività dei due uomini, entrambi innamorati non tanto della donna quanto dell’ambigua possibilità di poterla trasformare nelle molteplici creature nate dalla loro fantasia, fino quasi a voler annullare completamente la sua vera personalità.

L’effetto, però, sembra manifestarsi al contrario: è proprio Ruth, involontariamente, a provocare il conflitto tra Yair e Shaul,  fino al punto da essere abbandonata dal primo, ambiguamente desiderata dal secondo, e morbosamente amata dal video operatore, che da questo amore verrà distrutto.

Dopo anni di silenzio, un curioso succedersi di eventi che colora vagamente di giallo il romanzo, riavvicina Yair e Shaul, legandoli in un accordo quasi faustiano di memoria e perdono. Ma, come tutti sappiamo, il perdono non è mai semplice tanto da ricevere quanto da offrire, e la ricerca del passato spesso è la porta di ingresso verso i più misteriosi luoghi dell’anima. Dei quali Yehoshua resta sempre un grande maestro.

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