Heliopolis

di Ernst Junger (Guanda)

La felicità consiste nell’illusione e il suo raggiungimento è la sua morte.

Di Ernst Junger abbiamo già parlato, della sua enorme forza narrativa, della capacità di infondere un significato filosofico ad ogni scena, dei suoi personaggi singolari, sempre lievemente autobiografici, animati al contempo tanto dallo spirito guerriero quanto da profonde riflessioni esistenzialiste.

Heliopolis è un regno del futuro, una città immensa e splendida circondata da antiche rovine, da spazi deserti e distese d’acqua, governata e controllata da complessi e perfetti sistemi tecnologici che captano ogni parola e sostituiscono la memoria storica, ma internamente dilaniata da una violenta guerra civile che sfocia a tratti in episodi sanguinosi, in atti di repressione estrema e di persecuzione razziale. Un gioco di forza dove a cercare di mettere ordine tra parti opposte in eterno conflitto è un rigoroso Capo, inflessibile leader del potere militare e convinto sostenitore di una disciplina ferrea e indiscutibile.

Alter ego dell’autore, il comandante Lucius De Geer, ufficiale e gentiluomo, affascinante, riflessivo e malinconico, si trova egli stesso in conflitto tra ragione e sentimento. Fedele agli ideali militari, è ugualmente attratto dall’arte, dall’estetica, dalla poesia, si lascia spesso andare in lunghe dissertazioni con artisti e scrittori, non approva la violenza razziale e cerca, a suo modo, di contrastarla. Ma nel momento in cui incontra la giovane Budur, appartenente alla razza perseguitata, anche le convinzioni di Lucius sembrano subire l’influenza del conflitto e, impegnato in un’azione tattica particolarmente impegnativa, si lascia trascinare più dal sentimento che dalle motivazioni politiche della missione.

Una decisione imprevista, quella di Lucius, alla quale seguirà un finale a sorpresa, con la sua partenza, potremmo dire obbligata, da Heliopolis. Ma quando lo vediamo allontanarsi, insieme alla ragazza, verso altri cieli, possiamo quasi essere certi che entrambi siano felici.

Come tutte le opere di Junger, anche Heliopolis è spettacolare nelle descrizioni, insuperabile soprattutto sul campo di battaglia, che sia una guerra tra eserciti o una guerra interiore.

Un grande romanzo, un grandissimo autore.

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