Cina

Undici scrittori
della rivoluzione pop
(ISBN)

E’ che la mia anima sta in un posto lontanissimo, ma ho perso la strada per cercarla, non ho una traccia da seguire.

Undici scrittori per raccontare la Cina moderna, l’era della post rivoluzione, una società nata e divenuta grande all’ombra della Repubblica Popolare, affacciata da un lato verso il miraggio del capitalismo, ma dall’altro ancora inebriata dai resti di un grande impero, e impaurita, forse inconsciamente, dall’eccessiva libertà seguita al dramma di Piazza Tien An Men.

Tutti relativamente giovani, nati più o meno tra gli anni 60 e 70, questi autori rappresentano la realtà intellettuale e l’identità letteraria cinese di oggi, appartengono molto spesso a correnti culturali underground, sfuggono volutamente alla Società degli Scrittori, lavorano in aree totalmente differenti dalla loro formazione culturale, o talvolta collaborano come freelance di riviste pubblicate oltre confine.

Sebbene differenti come stile narrativo, ambiente, trama e personaggi, i racconti si somigliano nel comunicare un clima di incertezza, di instabilità, di equilibrio precario o paradossale, di situazioni assurde e contraddittorie. Storie di amori dominati dall’autodistruzione, conflitti esistenziali che separano due generazioni e due epoche storiche e politiche, avventure sessuali esasperate e laceranti, luoghi e situazioni così astratti e alienanti da divenire metafore dell’impossibilità di comunicare, storie di violenza, di rabbia, di emarginazione, di passioni morbose, di inganni e di tradimenti…

Attraverso i racconti dei giovani autori si delinea il ritratto policromo e frammentato di un paese altrettanto giovane e disorientato, ma legato indissolubilmente ad antiche radici, in apparenza frivolo e tecnologico, sotto certi aspetti quasi “americano”, e indubbiamente ricco di infinite sfumature culturali, artistiche e filosofiche, e di tradizioni che, nonostante il progresso, fortunatamente rimangono sempre e comunque vive.

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