Cristiani di Allah

di Massimiliano Carlotto (edizioni e/0)

…pensai che quella era una storia complicata in cui si incrociavano i destini di amori e di passioni segrete, ma che sarebbero stati il tradimento e la morte a mettere a posto le cose.

Così è, infatti, questo bellissimo romanzo breve di Massimiliano Carlotto: una storia di amore e passione, di tradimenti e di morte, ma anche di schiavitù, di potere, di vendetta e di guerra. Siamo nel 1541, e Algeri appare ai nostri occhi affascinante e terribile, magica e tenebrosa, popolata da personaggi crudeli e ambigui, che della violenza hanno fatto la loro professione.

Anche Redouane Rais è uno di questi professionisti del terrore. Quando lo incontriamo, ha abiurato il Cristianesimo ed è divenuto musulmano per convenienza, così come ha posato la spada da mercenario lanzichenecco per correre i mari sotto la reggenza del Sultano di Costantinopoli, e quando l’armata
di Carlo V attacca la città, con la certezza di una conquista facile, saranno proprio i corsari di Hassan Agha a respingerla brutalmente.

Redouane in battaglia è spietato, temerario, feroce e privo di scrupoli, non gli importa nulla dell’ideologia religiosa né della bandiera sotto cui combatte. Nonostante il suo cinismo sprezzante, e talvolta sadico, ha ancora qualche debolezza: il rimorso, che lo perseguita inesorabilmente ogni notte, e l’amore proibito, la prima ragione per cui ha scelto l’Islam. Ma l’unico oggetto del suo amore, il biondo Othmane, compagno di ventura e di vita, non si dimostra all’altezza della sua coerenza. Frivolo e vanesio, Othmane si innamora follemente di un giovanissimo, e intoccabile, giannizzero, giocando in una partita impossibile a vincersi il proprio destino e quello di Redouane.

In un succedersi di vendette e delitti passionali, nell’ombra delle strade di una città che ha fatto del commercio di schiavi la propria forza economica, Redouane escogita un piano complicato e pericoloso, e in qualche modo riesce a uscirne vivo, ma perderà tutto: l’amore, la bella nave corsara, la voce della giovane schiava Lucia, da lui catturata e da lui resa libera, una voce che diverrà per lui soltanto un altro rimorso.

Tornato cristiano e mercenario, lo vediamo nell’ultima scena, in viaggio verso l’ignoto del Nuovo Mondo: di lui, purtroppo, non ci è dato da sapere altro. Un romanzo affascinante, forte e cruento nel raccontare i supplizi inflitti al corpo, così come nel tracciare finemente le pene più profonde dell’anima.

Scrittore, sceneggiatore e drammaturgo, Massimo Carlotto è celebre per il romanzo autobiografico Il fuggiasco, e per le avventure del detective privato Marco Buratti, l’Alligatore.

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