Il porto dei sogni incrociati

di Bjorn Larsson (Iperborea)

Non si può costruire la vita su un sogno…

L’atmosfera è quella di una fiaba, il finale è inquietante, gli eventi si svolgono lungo una catena di strane coincidenze dai profondi significati filosofici. Complicato e insolito anche nei giochi stilistici, questo romanzo dello scrittore e velista norvegese Bjorn Larsson segue un percorso inatteso e stravolge ogni possibile previsione dei lettori.

Come è tipico dell’opera letteraria di Larsson, anche ne Il porto dei sogni incrociati il primo protagonista è il mare, non mare aperto questa volta, ma quel mare incorniciato dallo scenario di un porto, misteriosa e transitoria dimora di personaggi indefinibili e sfuggenti.

Così infatti è Marcel, affascinante capitano di una nave mercantile priva di itinerario preciso, viaggiatore senza fissa dimora, navigante intrepido al limite dell’incoscienza, che sembra passare di porto in porto per regalare sogni e speranze, lasciando, volutamente o meno, il desiderio e la nostalgia in ogni persona incontrata.

Quattro porti diversi d’Europa per i quattro incontri di Marcel: una giovane e bella orfana spagnola incantata dall’astrologia, un’attraente vedova francese che inspiegabilmente raccoglie e archivia i dati dei marinai di passaggio, un fantasioso ingegnere informatico danese dimenticato da moglie e figli e un gioielliere irlandese deluso del poco amore per la bellezza che la gente dimostra.

Contrariamente ai marinai del suo equipaggio, le cui aspettative non vanno oltre l’acquisto di un’automobile o l’ambita vittoria della nazionale di rugby, gli incontri di Marcel svelano ambizioni elevate, disperati tentativi di contrastare la morte attraverso una sia pur lieve traccia di eternità. Il breve scambio che essi hanno con l’enigmatico e sorridente capitano, produce in loro non solo la voglia immediata di dare una svolta alla loro vita, ma anche la convinzione che la presenza di Marcel sia necessaria per attuarla. Lui, invece, li sfiora soltanto, nemmeno la ragazza spagnola, che per qualche giorno sarà la sua amante, riesce a lasciargli una traccia di ricordo o rimpianto. Sembra quasi che egli voglia fuggire da ogni sentimento, incatenato alla sua stessa brama di libertà.

Ma ormai, con le sue parole e il suo sorriso, Marcel ha intrecciato le loro storie alla propria rotta, e il suo ferreo autocontrollo verrà messo alla prova quando i quattro personaggi, quasi fossero animati da un tacito accordo, si riuniranno ad attendere Marcel nel suo prossimo porto d’approdo. A questo punto, la figura di Marcel inizia a sbiadirsi, da soprannaturale che era diviene profondamente umana, cede il passo ai quattro amici, ed essi si renderanno conto, lentamente che la forza di Marcel è solo una loro fantasia, sulla quale non possono fare alcun affidamento per cambiare vita. La cambieranno comunque, alla fine, grazie al loro coraggio e all’aiuto del mare, che avvicinerà i loro destini, oltre ai loro gesti.

E la decisione ultima di Marcel, per quanto possa sembrare avventata e irresponsabile, è l’unica possibile per lasciare lui nella luce eterea del sogno, e gli altri nel mare impetuoso della vita.

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