Il respiro silenzioso del paese

di Edoardo Barra (Edizioni Eracle)

Quello che è certo che nel periodo in cui dici di essere stato qui, quelle lapidi erano già tutte al loro posto.

Nel momento in cui incontriamo Ottavio, in Italia è il 1943. Forse la guerra è finita, forse ha solo cambiato direzione, ma in ogni caso ha lasciato segni profondi e indelebili. Li percepiamo ovunque, pagina dopo pagina, negli spazi bianchi tra le parole, nell’atmosfera tesa, quasi immobile, nella campagna deserta e polverosa, nei passi quasi trascinati di questo ragazzo smarrito, disorientato, incerto se fermarsi o proseguire, deluso da una guerra nella quale, ormai, ha smesso di credere.

Ottavio indossa una divisa che lo rende nemico e preda al contempo, porta con sé quelle armi che spera di non dover essere costretto ad usare ancora. Di lui non sappiamo molto, non sappiamo chi ha visto morire e a chi abbia dato la morte, non è un eroe, non è un disertore, non è un partigiano, si muove in un mondo che ai suoi occhi appare distante, freddo e ostile. Anche gli abitanti di quel misterioso paese dove, stremato, il ragazzo è costretto a fermarsi, lo accolgono con una malinconica e tenace indifferenza, non rifiutano la sua presenza ma lo ignorano completamente, isolandolo tra invalicabili barriere di incomprensibile e duro silenzio.

Sarà proprio tra le mura di questo enigmatico paese, però, ad accadere il miracolo che salverà la vita di Ottavio, permettendogli di ritornare a casa e di riprendere a vivere, con il ricordo sempre più lontano della guerra. E soprattutto di capire, a distanza di anni, quando deciderà di cercare il paese a cui deve la vita, che i miracoli avvengono nel silenzio, con dolcezza e semplicità, come allora la piccola Teresa, nella sua temeraria innocenza, aveva compreso l’angoscia di Ottavio e si era presa cura di lui. Lasciando comunque intatta una verità da scoprire: quella misteriosa forza dei sentimenti capace, a volte, di superare i limiti della vita, e di divenire immortale.

E’ questo Il respiro silenzioso del paese, un bellissimo romanzo breve, quasi una fiaba, quasi una storia d’amore, del giornalista e scrittore esordiente Edoardo Barra.

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