Lucinella

di Lore Segal (Cargo)

Racconto a Winterneet del mio sottosuolo, dove conservo tutte le persone che mi hanno ritenuta meno che assolutamente irresistibile e interessante, rafforzando il mio sospetto che abbiano ragione.

Scrittrice, traduttrice, autrice di novelle per l’infanzia e insegnante, Lore Groszmann nasce a Vienna nel 1928 da genitori di cultura ebraica che, per evitare alla figlia la persecuzione nazista, riescono ad inserirla nel progetto umanitario Kindertransport, permettendole così di lasciare l’Austria e rifugiarsi a Londra prima che si compia l’olocausto. Successivamente si trasferisce negli Stati Uniti, dove svolge lavori di ogni sorta, scrivendo nel contempo racconti, fiabe e novelle.

Destinato ai lettori più adulti, il romanzo Lucinella, pubblicato in Italia da Cargo, è un vero capolavoro di fantasiosa e poetica ironia femminile, un incessante succedersi di metafore divertenti e malinconiche, di paradossi estremi e di situazioni assurde, con quel velo di sottile e comica disperazione tipico della letteratura ebraica.

Maliziosa e ingenua, spregiudicata e romantica, Lucinella, io narrante del racconto, poetessa eternamente debuttante, si muove nell’apocalittica confusione della scena intellettuale americana, dipingendo a tinte fortissime, a volte caustiche, gli assidui frequentatori dei salotti letterari. Artisti incompresi, poeti mancati, scrittori e drammaturghi in cerca di ispirazione, filosofi incerti, intellettuali di ogni specie, soli o in coppie che spesso si dividono o si scambiano, impegnati nei più inverosimili ruoli sociali e culturali, gli eroi di Lucinella trascorrono il loro tempo freneticamente affaccendati in attività totalmente inutili.

Pittoreschi e kitch, vittime di strani e maniacali eccessi, che sia temperare matite, archiviare documenti, preparare cocktails o lucidare pavimenti, poeti e scrittori attendono eternamente l’arrivo del successo, passano le notti a correggere bozze, partecipano a conferenze prive di pubblico, avviano conversazioni totalmente prive di senso, si rincorrono giorno e notte di stanza in stanza, mutano forma e sembianze in un’infinita notte di mezza estate.

Impietosa, sincera e audace, Lucinella, narratrice e protagonista, volteggia leggera da una scena all’altra e trascina i lettori nel vortice della sua scrittura piacevole e brillante, offrendo un ritratto graffiante, ma anche vagamente commovente, della New York intellettuale degli anni 60.

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