Il piccolo Big Bang

di Benny Barbash (Giuntina)

Dal momento che entrò nel “grave ma stabile” nessuno se ne curò più, perché quanto ci si può interessare a ciò che succede a una persona alla quale non succede nulla?

Una favola divertente, un racconto surreale, un romanzo fantasy, una satira sulla famiglia e sulla politica israeliana: non è del tutto chiaro con quale intenzione Benny Barbash abbia scritto questa stranissima e breve storia, forse è un po’ di tutto questo insieme, forse è anche altro.

Seguendone l’evoluzione ora per ora, il giovanissimo io narrante de Il piccolo Big Bang ci racconta in tempo reale l’avventura vissuta dal padre, il quale, intenzionato a perdere peso, prova una serie di diete assurde e deprimenti, senza ottenere alcun risultato apprezzabile, fino al momento in cui, sorprendentemente, si ritrova con uno strano arbusto verde, incredibilmente germogliato all’interno del suo orecchio.

La vicenda prosegue tra il comico e il tragico, in un vivace alterco tra i famigliari, ognuno dei quali cerca, inutilmente, di risolvere l’insolito e misterioso caso, con gli inevitabili contrasti tra la logica razionale del nonno scienziato, lo spirito di contestazione politica della nonna e i tentativi della mamma di non lasciarsi sopraffare dai suoceri.

Nessuno trova una soluzione, e lo sventurato possessore dell’orecchio germogliato è costretto a girovagare tra medici e scienziati di ogni ordine e grado, che riescono solo a trasformare il suo problema in un vero e proprio oggetto di studi e ricerche, senza però dargli alcuna risposta utile o possibile via di uscita.

Fino al momento in cui, stancai di ottenere come responso solo inutili parole, la famiglia riesce a vincere pregiudizi e paure,  ed a sfidare la sorte, rivolgendosi ad un saggio e rinomato coltivatore di ulivi arabo…

Il piccolo big bang è un racconto divertente, piacevole per l’inconsueto confondersi tra fantasia e realismo, ma anche per la sferzante e acuta ironia, tipicamente ebraica, nel ritrarre le consuetudini e i difetti ormai radicati nella nazione più discussa del mondo.

Scrittore, sceneggiatore e poeta, Benny Barbash è nato a Beer Shiva nel 1951. In Italia è noto per Il mio primo Sony, anch’esso pubblicato da Giuntina.

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