Era una gioia appiccare il fuoco

di Ray Bradbury (Mondadori)

Vi dico che era Usher e l’ho vista crollare di nuovo, come nel racconto.

Scritto nel 1953 da Ray Bradbury, Fahrenheit 451, di cui è nota la versione cinematografica di Francois Truffaut, è uno tra i più celebri classici di fantascienza del Novecento. L’atmosfera angosciante che incombe in ogni scena, l’immagine tenebrosa dei vigili del fuoco armati di lanciafiamme, violenti e implacabili distruttori della parola scritta, la fredda apatia in cui le persone sono costrette a vivere, tra pubblicità e vacui programmi televisivi, hanno reso quest’opera un’inquietante ritratto della più temibile persecuzione esercitata dal potere: l’annientamento della cultura e della libertà di espressione.

Nei sedici racconti, alcuni brevissimi, raccolti in Era una gioia appiccare il fuoco, compaiono le idee e le riflessioni dalle quali ha avuto origine lo straordinario romanzo, la cui trama in gran parte già si rivela nelle due versioni preliminari, Molto dopo mezzanotte (mai pubblicato in Italia) e Il pompiere, dove Leonard Montag si scopre all’improvviso affascinato dai libri che, per professione, distrugge.

Ovunque è presente l’atmosfera gelida e inquietante di un luogo reso asettico e privato di ogni emozione, dove è proibito leggere, passeggiare, discorrere, incontrarsi, dove ogni gesto e parola vengono controllati a distanza. Un luogo dove incombe la paura della repressione e la minaccia della guerra imminente, dove le armi nucleari potrebbero distruggere tutto da un minuto all’altro. Incontriamo qui, per la prima volta, i celebri vigili del fuoco, incendiari e sterminatori di libri, ma anche le più inaspettate e violente forme di resistenza contro questa spaventosa dittatura, sullo scenario apocalittico di un mondo che va distruggendosi proporzionalmente ai libri bruciati.

Non solo gli uomini si ribellano, fuggono e imparano a  memoria le opere della letteratura per poterle recuperare, ma anche i protagonisti stessi del patrimonio letterario, gli scrittori del brivido, addirittura i loro personaggi, si armano per affrontare quel nemico che li ha condannati al rogo.

Tra morti rinati o fuggiti dalla tomba, esplosioni, guerre interplanetarie e universi paralleli, incontriamo Edgar Allan Poe, naturalmente, maestro del terrore e demiurgo di un mondo di incubi e visioni, e insieme a lui Bierce, Hawthorne, Blackwood, i più famosi autori dei libri proibiti, impegnati in una lotta spietata contro le schiaccianti forze del potere.

Streghe, spettri, maschere grottesche e spaventose, simulacri che si sostituiscono agli uomini, palazzi abitati da creature mostruose… I racconti del terrore, ricostruiti alla perfezione, riescono a terrorizzare i detentori del potere e, in qualche modo, a bloccare l’opera di distruzione della cultura.

E non a caso l’impressionante crollo della casa Usher, avvenuto nel momento in cui brucia l’ultimo libro rimasto, significa, forse, che la sarà proprio la letteratura a salvare il mondo.

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