I materiali del killer

di Gianni Biondillo (Guanda) “Combatteremo per la libertà”. “Uccideremo i nemici”. “Li uccideremo tutti”. “Insieme”. Ci fu qualche secondo di silenzio, come a suggellare il patto. “Tranne i bambini” aggiunse Haile. 

Architetto, poeta, scrittore, giallista, e soprattutto grande, grandissimo narratore, da brivido, sia che parli di architettura, sia che racconti un’intricata trama noir, il nome di Gianni Biondillo è noto per una serie di romanzi gialli, ma anche per il bellissimo Metropoli per principianti, un atipico saggio sulla trasformazione delle città italiane scritto con il ritmo trascinante di un thriller.

Protagonista di I materiali del killer, e già noto ai lettori di Biondillo, è Michele Ferraro, ispettore di polizia e classico antieroe, distratto, malinconico, nostalgico amico dell’ex moglie, padre ansioso di una figlia adolescente, spesso circondato da strani e pittoreschi personaggi, sempre timoroso di innamorarsi, e spesso colto, quasi inavvertitamente, da geniali intuizioni.

In questo romanzo, dove impariamo a conoscere un’Italia dei sobborghi e delle periferie, da Milano a Genova, da La Spezia a Roma, magistralmente ritratta in ogni particolare,  incontriamo Ferraro impegnato su due fronti: da un lato l’oscuro omicidio di un imprenditore, dall’altro una vera e propria strage avvenuta durante la spettacolare evasione di un extracomunitario che, apparentemente, non sembrerebbe tanto importante da scatenare uno scontro a fuoco.

Ma in realtà, dietro la fuga di Haile, si cela un pauroso intrigo di guerra, di traffici internazionali di ogni specie, di sanguinose lotte tra gruppi etnici e clan mafiosi: una lunga catena di terrore e violenza organizzati che congiunge l’Africa rivoluzionaria all’Italia criminale.

Ed è proprio lui, l’eroe del romanzo: Haile, l’Implacabile. Nato in un’Eritrea affascinante ma già intaccata dai giochi di potere, Haile è portatore di una cultura antica e splendida, destinata a sgretolarsi davanti ai suoi occhi nello scorrere degli anni e del sangue. Ex rivoluzionario, ex combattente, ex mercenario, ex trafficante di immigrati, creduto morto da amici e nemici, egli è giunto a quel punto della sua vita in cui, forse, vorrebbe trovare un luogo dove fermarsi ma, per un incrociarsi di casualità, deve riprende a lottare per l’ideale, per la nostalgia, per la vendetta.

A questo punto, lasciatevi prendere dall’intreccio del giallo e seguite Ferraro a caccia del fuggitivo, lungo una strada di violenza internazionale, di ricordi lontani e perduti, di gesti antichi e misteriosi, di sangue sparso per una pace impossibile da mantenere. Coraggioso e spietato anche verso sè stesso, capace di ingannare fino all’ultimo le forze dell’ordine, Haile tiene incatenati alla sua sorprendente audacia lettori e protagonisti, fino alla spettacolare scena dell’ultimo atto, nel cruento duello, quasi tribale, con l’amico d’infanzia, il compagno d’armi e fratello divenuto un traditore, e per questo impossibile da perdonare.

C’è qualcosa di estremo nel desiderio di vendetta di Haile, così come nel suo modo di odiare e di amare, qualcosa di intenso, di grande e di davvero implacabile. Come la nebbia notturna che chiude il romanzo.

Un bellissimo giallo, uno struggente ritratto di un’Africa sconosciuta e dimenticata, di un’Italia inedita e nascosta, e di una giustizia, forse, difficile ma ancora possibile.

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