La Marchesa di O…

di Heinrich Von Kleist (Mondadori)

Soltanto davanti al portale della chiesa fu permesso al conte di unirsi alla famiglia.

In questo brevissimo romanzo, scritto nel 1808 dal celebre drammaturgo tedesco Heirich Von Kleist, morto suicida poco più che trentenne, l’atmosfera romantica di sfondo si trasforma continuamente, toccando passioni e sentimenti ora ambigui ed ora estremi, colorandoli talvolta di tinte oscure e gotiche, di mistero, di surrealismo, senza mai allentare la tensione emotiva che accompagna tutto lo svolgersi della storia.

Nonostante la sua inverosimile avventura, rivissuta in una sorta di flashback, Giulietta, la protagonista, dimostra anche nei momenti di debolezza una personalità risoluta e decisa, innatamente femminista nella sua scelta di indipendenza e solitudine, saggia nell’originale strategia scelta per trarsi fuori da una situazione ai limiti della credibilità.

Con una scrittura paragonabile ad una ripresa video, in cui il mutare degli eventi scorre parallelamente alle scene d’azione, Kleist narra la vicenda, abbastanza inquietante, della giovane marchesa che, già madre e vedova, in una città ormai assediata dall’esercito nemico, viene aggredita nella sua stessa casa. A trarla in salvo, apparso miracolosamente, è il conte di F. , un giovane ufficiale russo, affascinante e temerario, che scompare quasi immediatamente nelle tenebre della guerra prima che Giulietta abbia il tempo anche solo di ringraziarlo. Riceverà invece, a breve, la notizia della sua morte, avvenuta in un contesto eroico e commovente.

A questo punto, dopo aver perduto anche il suo angelo salvatore, la storia di Giulietta, condannata alla solitudine, potrebbe concludersi, soddisfando i requisiti di un racconto romantico e malinconico. Invece è solo l’inizio della sua incredibile esperienza, dove ella si rivelerà in grado, superati i primi momenti di smarrimento, rabbia, disperazione, di gestire la situazione nel migliore dei modi.

Ma se è vero che la marchesa di O. è sicura di sè stessa e della sua innocenza, e di questo si fa forza per risolvere il problema sorto inaspettatamente, è ugualmente vero che il giovane ufficiale russo dimostrerà una lealtà ferrea ed incrollabile, una sincerità assoluta nell’ammettere errori e debolezze, una coerenza tale da andare persino contro a sé stesso, una generosità totale e disinteressata con la quale saprà portare tutti dalla propria parte.

E, non da meno, con la sua calma, la sua tranquillità, la sua presenza discreta e paziente, e la sua forza di attendere, egli sarà capace di chiudere il racconto nel migliore dei modi, ricevendo, oltre all’onore dell’eroe, il riconoscimento dell’innamorato.

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