Scarface

di Daniele Cavagna (0111 Edizioni)

Quanto valgono la supremazia, il potere, la ricchezza?

In American Psycho, Patrick Bateman fa uso della droga e della violenza per liberarsi dalla noia di ricchezza e potere, uccide (o si illude di farlo?) per sfuggire alla routine della vita di alta società.

In Scarface, una storia violenta, romanzo breve, poetico e durissimo al contempo, il protagonista, Rommy, un adolescente nato e cresciuto in un’atmosfera di squallido degrado metropolitano, si illude di liberarsi dalle catene dell’emarginazione e della miseria attraverso la via di un’ipotetica ricchezza da acquisirsi con la violenza. Vittima di un fratello maniaco, sadico e sfruttatore e della macabra indifferenza della società,  obbligato ad essere complice e spettatore nel mondo di delinquenza in cui è nato e vissuto, Rommy, privo di ogni altro punto di riferimento, trova in Tony Montana, il protagonista del celebre film Scarface, l’unico eroe da emulare e da prendere a modello per salvarsi dalla miseria e farsi strada nella vita.

Ribelle e sognatore di natura, nei suoi desideri e ambizioni il ragazzo è convinto che il potere, i soldi e la supremazia sugli altri, siano gli unici ideali a cui deve essere fedele per poter finalmente vivere un giorno libero e felice, amato e temuto, dimostrarsi capace di ottenere e di vincere, senza sottomettersi mai né agli uomini né alla legge.

Naturalmente, il progetto non è così semplice da attuare, e le vie del male sono subdole e ingannevoli. Partendo da un furto di per sé innocuo ma casualmente trasformatosi in tragedia, Rommy viene trascinato, in parte per destino e in parte per scelta, in un’ininterrotta catena di crimini, di violenza e di morte.

Gli obiettivi che si è prefissato e l’assenza di una formazione morale, gli impediscono di capire quando fermarsi, di comprendere i propri errori e di accettare l’aiuto di chi potrebbe, forse, ancora indicargli una direzione da seguire. La società peraltro non ha molto da offrirgli al di là della reclusione, che accentua il suo irriducibile, e conflittuale, desiderio di libertà e potere.

Quando lo troviamo alla fine del romanzo, Rommy, ormai classificato come criminale e assassino, alterato dalla droga e dalle sue stesse azioni cruente, non è più l’illuso sognatore delle prime pagine, né ci è dato di sapere se riuscirà, in qualche modo, a dimenticare il passato e ritornare a vivere.

Ambientato in una città anonima e fredda, narrato con una scrittura ricca di dettagli emozionali, di riflessioni, di sensazioni catturate e descritte, Scarface, una storia violenta, è un romanzo realista e spietato, che induce a riflettere sulle conseguenze di una società indifferente alla miseria anche quando minaccia di trasformarsi in odio.

E’ il terzo romanzo del giovane scrittore Daniele Cavagna, che vive tra i monti bergamaschi, fortunatamente distante dalle tenebre metropolitane, del quale vi invito a conoscere pensieri, opere e progetti direttamente su www.danielecavagna.it 

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