Soldati di Salamina

di Javier Cercas (Guanda)

Fu nell’estate del 1994, più di sei anni fa, che sentii parlare per la prima volta della fucilazione di Rafael Sanchez Mazas.

E nel momento in cui, casualmente, Javier Cercas viene a conoscenza della storia di Rafael Sanchez Mazas e della sua fucilazione, ne è affascinato ed ossessionato al contempo, tanto da iniziare una lunga serie di ricerche estenuanti e quasi assurde. Un lavoro difficile da comprendere, ma tale da giustificare questo libro, che non è un saggio, non è un romanzo, non è una raccolta di memorie storiche, ma rappresenta simbolicamente tutti coloro che, per quanto sconosciuti, la storia l’hanno vissuta o addirittura creata.

Giornalista, scrittore, poeta, intellettuale raffinato, idealista e vagamente eccentrico, Rafael Sanchez Mazas è tra gli storici fondatori della Falange spagnola, e in particolare ne elabora i simboli, gli slogan, gli strumenti di comunicazione. Personaggio poco incline alla lotta armata, ne diviene comunque un leader quando, negli ultimi giorni di guerra civile, l’esercito repubblicano in ritirata decide di fucilare un gruppo di prigionieri franchisti. Nel caos, Sanchez Mazas sfugge all’esecuzione, scappa e si nasconde nel folto del bosco. Viene inseguito da un miliziano che lo blocca e lo riconosce ma, per chissà quale motivo, non lo uccide e non denuncia la sua presenza, lasciandolo fuggire.

Per ricostruire l’avventura di Sanchez Mazas, della sua mancata fucilazione e della sua vita di fuggitivo prima di diventare uno dei personaggi simbolo del regime di Franco, Javier Cercas, in un alternarsi di entusiasmo e disincanto, si addentra nel profondo tra documenti, testimonianze e persone, tra incontri commoventi, momenti significativi, giornate di sconforto. Poi, verso la fine, compare Roberto Bolano con la storia, che ha dell’incredibile, di Antoni Miralles, una storia che Javier Cercas decide di voler conoscere nei suoi più minimi dettagli.

A questo punto, quando anche il lavoro di Javier Cercas si è trasformato in un’avventura, fino a confondere i limiti tra realtà e finzione, noi stessi saremo trascinati da questo racconto improbabile ma vero, dalle possibilità quasi impensabili che talvolta modificano il corso degli eventi. E, soprattutto, dalla storia di coloro che, come Antoni Miralles, hanno sacrificato la loro esistenza in nome di qualcosa che è sfuggito loro di mano, ma che ha travolto e segnato il loro destino.

Soldati di Salamina, premio Grinzane Cavour 2003, è un libro bellissimo, oltre che un’analisi dettagliata e inedita della guerra civile spagnola.

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