Otherside

di Giancarlo Narciso (Perdisa)

“Pensare che per un attimo avevo sperato che saresti stato tu quello che mi avrebbe portata via da questo inferno”. 

Ed è ovvio pensarlo in quanto, nonostante il destino avverso, a Sergio, l’io narrante di questa lunga e straziante avventura a cui la frase è rivolta, non vengono mai meno né il coraggio, né la forza, né la tattica. E’ un combattente nato, un giustiziere per vocazione, un romantico irriducibile e tenace anche se disilluso.

Ma, nel momento in cui lo incontriamo, il periodo migliore della sua vita è terminato. Dopo una brillante carriera nell’arma dei Carabinieri e nell’esercito delle Nazioni Unite, dove ha incontrato da vicino la morte e la violenza raggiungendo in cambio un elevato tenore di vita, viene coinvolto con l’inganno in un crimine non commesso, e quindi obbligato a dimettersi. Ora vive a Bali, lavora, quando capita, come contractor nei servizi segreti, e pare trascinandosi da un giorno all’altro più per inerzia che per convinzione. E forse questa è, in parte, la ragione per cui si lascia travolgere, incantato da una giovane donna affascinante e misteriosa, da una storia che gli costerà enormi sacrifici, costringendolo a vedere i propri sentimenti più profondi bruciati dalla delusione e dalla morte.

Non sto a raccontarvi un romanzo che merita assolutamente di essere letto, anche per la ricchezza e complessità di emozioni che racchiude: dall’odio, all’amore, alla nostalgia, all’amicizia, alla vendetta. Stati d’animo appartenenti alla natura umana, ed intrecciati nella fitta rete di un intrigo internazionale che trascina Sergio da un continente all’altro, tra speranza e disperazione, cacciatore e preda al contempo.

Fino al momento del blitz finale, inatteso, spettacolare e violento, sullo sfondo del rovente silenzio del deserto messicano, al cui esito è legata non solo la vita stessa di Sergio e di quanti combattono al suo fianco, ma la sicurezza di un paese in cui impera un ambiguo e potentissimo mercante di droga.

E a noi non resta altro che ascoltare il suo racconto, duro, crudele, dagli inquietanti colpi di scena, ma sempre inondato di un sottile e malinconico disincanto. Potremmo ascoltarlo per notti intere, e ci dispiacerà arrivare alla fine, non solo per lo scorrere dei paesaggi da un luogo all’altro del mondo, o per la nitida precisione dei dettagli tecnici e strategici di quella che è, a tutti gli effetti, una guerra. Ma anche per il dolore, per i brevi momenti di dolcezza, per l’attimo finale che, ne siamo certi, Sergio avrebbe voluto diverso.

Otherside è indubbiamente un capolavoro, un grande classico della letteratura d’azione che lo scrittore Giancarlo Narciso, premio Scerbanenco 2006, ci ha regalato. E per il quale ogni commento, me ne rendo conto, risulta riduttivo.

Solo un suggerimento: seguite il protagonista su google maps, ed eviterete di perdervi.

Advertisements

Comments are closed.