L’ignoranza

di Milan Kundera (Adelphi)

Calipso, oh Calipso! Penso spesso a lei. Ha amato Ulisse. Hanno vissuto insieme sette anni. Non sappiamo per quanto tempo Ulisse avesse condiviso il letto di Penelope, ma non certo così a lungo. Eppure tutti esaltano il dolore di Penelope, e irridono le lacrime di Calipso.

Nostalgia come mancato ritorno, come lontananza, come assenza obbligata, che non ci permette di conoscere il destino di una persona, di un luogo, di un paese.
E’ questa L’ignoranza narrata dal grande scrittore ceco Milan Kundera: l’impossibilità di sapere, la distanza non come scelta ma come imposizione.

Poi, inevitabilmente, il tempo passa, la storia segue il suo percorso, i destini si allontanano e divergono verso strade diverse e, come è accaduto ad Ulisse, quando il ritorno, quel ritorno così tanto atteso e sperato, avviene, nulla è rimasto come era all’epoca della separazione. Persino il passato appare ormai differente, persino il ricordo diviene dissimile dalla realtà, anche quando è condiviso. E, assurdamente, chi è stato lontano per anni, per decenni dalla propria terra, inevitabilmente si trasforma in un ospite, così come lo era, inizialmente, nel paese in cui si era rifugiato.

E’ questo ciò che accade a Irena e Joseph, entrambi hanno lasciato Praga afflitta dalla repressione socialista, e insieme alla città hanno abbandonato la loro stessa esistenza. Quando il Muro cade e loro, perduto ormai il fascino della dissidenza, si trasformano in estranei là dove erano stati accolti, scoprono di essere diventati tali anche nella loro patria. Nel paese in cui sono nati, ora non sono altro se non stranieri, ignari di quanto è avvenuto, diversi dagli altri nei modi e nelle abitudini, ormai esclusi da quell’innata complicità che lega gli abitanti di uno stesso luogo.

Anche il loro incontro avvenuto nel passato si è perso nel tempo, entrambi lo rivivono come qualcosa di personale e incondivisibile, separati da una insormontabile barriera di egoismo. Per lei, insoddisfatta della propria situazione, è forse la possibilità di una passione ritrovata, per lui, sopraffatto dal ricordo di un altro amore, è solo un’avventura, una tra le tante.

E nella squallida angoscia del finale, capiremo che per loro neanche la memoria è sopravvissuta al gelido oblio dell’ignoranza.

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