Il signore delle mosche

di William Golding (Mondadori)

Ralph piangeva per la fine dell’innocenza, la durezza del cuore umano, e la caduta nel vuoto del vero amico, l’amico saggio chiamato Piggy.

Nato nel 1911 in Cornovaglia, William Golding, scrittore dalla vita piuttosto sregolata, raggiunge il successo, e successivamente il premio Nobel, proprio con Il signore delle mosche che, con 14 milioni di copie solo in lingua inglese, è da considerarsi un vero best sellers tra i classici del Novecento. Il romanzo, del quale esistono due versioni cinematografiche, eleva lo scrittore dall’anonimato alla celebrità,  e si diffonde rapidamente soprattutto negli Stati Uniti, dove tra i giovani assume un significato simbolico.

La trama è relativamente semplice, ambientata in un unico luogo e in un tempo apparentemente breve, ma l’atmosfera agghiacciante e la fortissima tensione psicologica che dominano tutto il romanzo, uniti ad una scrittura ricca di dettagli scenografici, rendono l’opera tanto affascinante quanto spaventosa. In un’epoca indefinita, in seguito ad un incidente aereo avvenuto durante una battaglia nello spazio, un gruppo di ragazzini inglesi si disperde su di un’isola deserta. Totalmente privi della guida di un adulto, dapprima i ragazzi sembrano sapersi organizzare autonomamente: si distingue tra di loro un leader, Ralph, che con i suggerimenti del saggio Piggy instaura una sorta di società strutturata ordinatamente, con tanto di leggi, regole, diritti e doveri.

Un equilibrio destinato a frantumarsi presto, fin dai primi contrasti sorti tra Ralph e il suo antagonista Jack che, invidioso del ruolo di capo e aggressivo di sua natura, non solo viene meno alle regole, ma riunisce una vera e propria banda metropolitana di violenti ed aggressivi “cacciatori”, incentivati dal luogo selvaggio e dalle condizioni estreme. La situazione, già tragica, degenera rapidamente quando la maggior parte dei ragazzi, per volontà o per obbligo, si aggrega a Jack, il cui istinto crudele e primordiale ha ormai raggiunto il parossismo. In un gioco divenuto folle e crudele, simile ad un rito tribale, Ralph vede delinearsi la propria condanna, fino all’inatteso colpo di scena del finale.

Uno splendido capolavoro della letteratura, ma soprattutto un impareggiabile ritratto metaforico della natura umana, con i suoi istinti e sentimenti negativi più forti e incontrollabili, la prevaricazione, la brama di potere, l’invidia, la vendetta, l’odio ingiustificato, l’ipocrisia, l’incoerenza. Da leggere, assolutamente.

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