Cicatrici

di Gianluca Morozzi (Guanda)

Ci stiamo uccidendo tutti quanti l’un l’altro, in modi diversi e in diverse esistenze. Questo infinito ciclo che ci lega, il male fatto in una vita, restituito nella vita successiva.

Con questa agghiacciante sintesi del ciclo della vita, si conclude il racconto di Nemo Quegg, protagonista e secondo io narrante di Cicatrici, ultima opera del musicista e scrittore Gianluca Morozzi, autore che non avevo mai letto ma, dopo questa esperienza, reputo imperdibile.

Ho definito Nemo Quegg un secondo io narrante poiché, nel momento in cui apriamo la prima pagina e ci lasciamo travolgere dal suo racconto, tutto si è già compiuto, e la sua narrazione è finalizzata unicamente a dimostrare le ragioni dell’omicidio che ha commesso. A dimostrare come lui, tipografo notturno, solitario, disadattato e privo del fascino oscuro di un serial killer, abbia ucciso intenzionalmente un celebre medico, in pieno giorno, tra la folla intenta a seguire il passaggio del corteo di un circo. Questo episodio, già sufficiente a raggelarci, è solo il finale della spaventosa storia di Nemo, iniziata nel momento in cui, sull’autobus dove egli sale ogni notte, i suoi occhi azzurri incontrano il bel profilo di Felice, la ragazza che, destinata a distruggersi e a distruggerlo, dividerà con lui una brevissima storia d’amore.

Nonostante tutto, il loro amore ha una sua struggente e disperata dolcezza, entrambi sono vittime, perseguitati l’uno dalla solitudine, l’altra da un ex amante sadico e violento, entrambi scorgono nell’altro l’unica possibilità di salvezza, di vendetta, di rinascita. Non starò a raccontare la complessa trama del romanzo, dove le scene più violente possiedono una limpidezza fotografica e scioccante, dove la realtà si alterna agli inquietanti sogni di Nemo, alle visioni, ai ricordi, alla musica che emerge da essi.

Ma una cosa è da dire. La caratteristica strabiliante di questo autore è il suo saper passare da un genere all’altro senza che il lettore avverta il variare dei registri, la sua scrittura è paragonabile ad un brano di musica jazz dove la maestria dell’esecutore supera le difficoltà tecniche. Il risultato è straordinario: siamo convinti di leggere un thriller psicologico e ci troviamo travolti da una storia d’amore, che presto si trasforma in un’allucinante giallo erotico dalle tinte hard, in un macabro thriller ai limiti della perversione, in un romanzo gotico dai risvolti mistici e filosofici, con un ininterrotto intrecciarsi di date, percezioni, flashbacks sensitivi e musicali.

Una lettura non semplicissima, ma con un mix di emozioni difficile da ritrovare in un unico romanzo, e una conclusione forse inevitabile, ma non ovvia per i lettori, ai quali rimarrà per sempre sia il dubbio che il rimpianto. Non lasciatevi impressionare dalle scene forti, e leggetelo.

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