Fahrenheit 451

di Ray Bradbury (Mondadori)

«Come si spiega», le disse una volta, presso l’ingresso della sotterranea, «che mi sembra di conoscervi da tanti anni?»
«Perché io vi voglio bene», ella disse, «e non voglio nulla da voi. E poiché ci conosciamo bene tutt’e due.»

Sarebbe sufficiente una frase del genere per evitare, tante volte, la distruzione. Ma non è così neanche per Guy Montag, il celebre protagonista di Fahrenheit 451, romanzo/simbolo dello scrittore americano Ray Bradbury: infatti il suo delicato idillio con la giovanissima Clarisse avrà una vita breve e una fine tragica, lasciandogli comunque in dono il coraggio della ribellione e la consapevolezza della verità. Similmente a Huxley e Orwell, Ray Bradbury lancia un’accusa verso la decadenza sociale e morale della sua epoca attraverso la metafora del romanzo di fantascienza e, diversamente da quanto accade nel regno oscuro dello spietato e invincibile Grande Fratello, egli ci lascia la speranza di una via di uscita.

Siamo in un ipotetico futuro post anni ’60, quindi possiamo ancora sperare che Guy Montag scampi alle carceri orwelliane ma, se in 1984 l’informazione e la storia vengono continuamente falsate da un ente governativo, in Fahrenheit 451 il problema viene risolto ancora prima che si verifichi, con il divieto assoluto di esprimersi attraverso la scrittura e conseguentemente, il divieto di leggere. Per evitare ogni possibile trasgressione, i vigili del fuoco, tra le cui file figura, non privo di orgoglio squadrista, Montag stesso, pattugliano la città, irrompono nelle abitazioni, e bruciano, non senza un certo sadismo personale, ogni riga di carta stampata, alla temperatura, appunto, di 451 gradi Fahrenheit.

Tutto si ripete fino al giorno in cui Guy, casualmente, viene avvicinato da Clarisse, la ragazzina vicina di casa, e scopre che la famiglia di lei vive, allegramente e felicemente, nella più completa trasgressione: non possiedono una televisione, passano le serate a discorrere piacevolmente e, soprattutto, conoscono il piacere proibito della lettura. Forse per curiosità, forse per amore della poetica e ribelle fanciulla, Guy non resiste alla tentazione, legge qualche riga da uno dei libri a cui abitualmente appicca il fuoco, e scopre l’esistenza di un universo intero da esplorare.

Inutile dire che questa scoperta gli renderà la vita impossibile, iniziando dalla moglie, la prima a denunciare la sua inadempienza, fino ai colleghi, ai superiori, alle istituzioni, ma gli darà al contempo la forza di resistere, l’opportunità di incontrare chi condivide la sua scelta, la possibilità di difendere e trasmettere quel grande patrimonio morale che è la parola scritta.

Un romanzo significativo, e un inno alla bellezza della lettura, che, soprattutto in quest’epoca, vale la pena di rivalutare.

Nato nell’Illnois nel 1920, Ray Bradbury, scrittore e sceneggiatore, è autore di romanzi fantascientifici, ma anche di thriller e noir.

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