Il responsabile delle risorse umane

di Abraham B. Yehoshua (Einaudi)

Nonostante il responsabile delle risorse umane non si fosse cercato questa missione, adesso, nella luce soffusa e radiosa del mattino, ne capiva il significato sorprendente.

In una Gerusalemme caotica, policroma e vagamente misteriosa, Julia, operaia in un grande panificio, cade vittima di uno dei tanti attentati suicidi, avvenuto in un mercato cittadino.

Stranamente, nessuno reclama il suo cadavere, nessuno la cerca, nessuno la riconosce, nessuno ne avverte l’assenza: straniera e sola, sembra che la sua morte sia naufragata nell’indifferenza e nell’oblio, passata inosservata persino dall’azienda dove era dipendente, e di cui un giornalista coglie al volo l’occasione per denunciarne la mancanza di sensibilità e di rigore etico.

Di fronte all’accusa, l’anziano proprietario dell’azienda, forse più per orgoglio e dignità che per amore della pubblica opinione, incarica il proprio responsabile delle risorse umane, e quindi tecnicamente responsabile anche della spiacevole mancanza, sia di rintracciare i congiunti della donna, sia di restituirne loro la salma, personalmente e ovunque essi siano.

Al termine dell’indagine svolta per strade, vicoli, cortili e uffici di una città dai risvolti tenebrosi e irreali, il dirigente, vincendo la fragilità della discolpa e di una sofferta situazione personale, parte verso una sperduta e gelida pianura dell’est, accompagnando quella donna sconosciuta, ma sovente ricordata da molti per la magnetica bellezza orientale dello sguardo, nel suo ultimo viaggio.

Attraversando i caratteristici paesaggi dipinti da Yehoshua, dall’atmosfera malinconica e misteriosa, dove alla drammaticità travolgente si sovrappongono improvvise scene di inattesa e travolgente comicità, il viaggio del responsabile delle risorse umane non rappresenta il semplice rimedio ad una svista burocratica, ma un riscatto nei confronti del proprio codice morale, un percorso introspettivo in cui tempo e luogo perdono di definizione, e il valore dell’identità umana sembra essere l’unica realtà percepibile.

Anche in questo romanzo, il grande scrittore israeliano è riuscito perfettamente a provocare emozioni quasi troppo intense, a stupire, a sconvolgere e ad incantare.

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