L’altra Venezia

di Predrag Matvejevic (Garzanti)

Siamo tornati insieme ai cacciatori. Portavano mazzi di svariati uccelli legati per le zampe, quegli stessi che avevo visto volare poco prima, e dei quali avevo annotato alcuni nomi. Erano orgogliosi di averli abbattuti a fucilate. Non volli ascoltare le loro storie. Il mio pensiero stava ancora con i gabbiani, ai loro obitori lagunari.

Per quanto Venezia si riveli sempre unica e affascinante, e rappresenti per molti un luogo dove perdersi, ci renderemo conto, dopo avere letta questa suggestiva raccolta di pensieri, appunti e riflessioni dello scrittore bosniaco/italiano Predrag Matvejevic, di non essere mai stati capaci di cogliere i dettagli più emozionanti e coinvolgenti di questa splendida città. Perché, come afferma Raffaele La Capria in prefazione, è da proprio questi particolari che nasce la poesia.

Se è vero che esiste la Venezia a tutti nota, affollata dai turisti, con la sua ricchezza di monumenti e opere d’arte, esiste anche una sua dimensione sconosciuta che, al pari delle Città invisibili di Calvino, si manifesta solo a chi è in grado di percepirne la suggestiva bellezza. E così, con la sua forza descrittiva trascinante e lievemente malinconica, Predrag Matvejevic ci accompagna, passo dopo passo, per le vie di quell’altra Venezia che spesso, se non sempre, sfugge al nostro sguardo.

Insiema a lui scopriamo i pali segnaletici infissi nella laguna e i simboli che li decorano, avvertiamo la presenza di quelle sconosciute piantine verdi, quasi invisibili, che nascono e crescono tra le fessure di scale e pareti, riconosciamo i molteplici colori di un tramonto, impariamo a “vedere” le piccole sculture nascoste lungo le mura, ci perdiamo ad osservare vecchie fotografie e mappe antiche e misteriose. Arriviamo a percorrere luoghi periferici e distanti dalle mete turistiche, dove i gabbiani vanno a morire, e persino a ritrovare il punto dove un’intera isola è stata sommersa dal mare…

Le immagini di questa Venezia insolita, sconosciuta e nostalgica, legata alla storia, spesso violenta, delle regioni balcaniche, si sovrappongono, di fronte ai nostri occhi, al ritratto convenzionale della città lagunare al quale siamo abituati, fino a prenderne il sopravvento, delineando il ritratto di un luogo dell’anima e della memoria, di una città surreale e fantastica che, indubbiamente, anche noi lettori ci sentiremo esortati a cercare.

Scrittore e saggista, Predrag Matvejevic è nato a Mostar, ha insegnato letteratura a Zagabria e alla Sorbona, ha lasciato il proprio paese negli anni Novanta, e attualmente vive in Italia.

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