La cascata

di David Vogel (Anabasi)

Poi porse la sua grande mano e prese quella di Griti, la lasciò un poco dentro la propria, d’un tratto cambiò idea, si chinò per darle un breve bacio.

Questo breve romanzo, in parte autobiografico, scritto da David Vogel nel 1925, ha come unico scenario un sanatorio situato in un imprecisato luogo del Tirolo, dove gli ospiti, uomini e donne tutti di giovane età, vivono sospesi in un tempo immobile, nel quale sembrano volersi rifugiare per evitare l’ignoto del futuro.

Tra di essi nascono relazioni di amicizia e di affetto, si generano attrazioni e gelosie, si manifestano atteggiamenti talvolta provocatori, sentimenti intensi ma contraddittori, passioni scatenate dalla noia e dall’ansia, desideri che arrivano a sfiorare l’ambiguo e l’equivoco. Con la sua scrittura limpida e lievemente nostalgica, tra ironia e sensualità, David Vogel si addentra nei più intriganti sentieri del sentimento umano, svelati attraverso le “avventure”, a volte anche audaci, dei giovani ospiti, che spesso si trovano a doversi confrontare con sconosciuti aspetti di loro stessi.

E così, se Adler, Fleischmann e Levy, avventurieri galanti e rubacuori di natura, riescono a strappare una notte di passione alla monotonia ritmica del sanatorio, il solitario Ornik, egocentrico e ipocondriaco, si trova, improvvisamente e inaspettatamente, coinvolto dall’affettuoso e frizzante entusiasmo di Griti. E, se è vero che la simpatia della ragazza strappa Ornik al suo mondo di malato immaginario, è anche vero che lo costringe a confrontarsi con sensazioni mai provate prima, con impulsi irrefrenabili e contraddittori. La tragedia, con cui si chiude il racconto, unico epilogo possibile ad un sentimento vagamente oscuro, riporterà il senso della realtà nel mondo di illusioni del sanatorio, con il paesaggio dolomitico, splendido e spaventoso, a far da sfondo alla storia.

Nato nel 1891 sul confine dell’Impero russo, David Vogel vive tra Austria e Francia e, per un breve periodo, nella Palestina ebraica. Tornato volontariamente in Europa durante la seconda guerra mondiale, morirà nel 1944 in un campo di sterminio nazista. E’ autore di un unico romanzo, Vita coniugale, e di una serie di racconti, scritti sempre unicamente in ebraico.

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