Il professore di desiderio

di Philip Roth (Einaudi)

“…E’ venuto il momento di svelare ciò che non andrebbe svelato: la storia del desiderio del professore”.

Potrebbe anche essere che Philip Roth, uno dei più grandi scrittori viventi, sia fissato con le perversioni sessuali, o forse che queste stesse perversioni siano parte, più o meno influente, di ognuno di noi, ed egli abbia trovato il sistema per trasformarle in letteratura assicurandosi il successo. Sarebbe geniale in ogni caso.

Perché l’autore del Lamento di Portnoy e della Pastorale americana con cui ha vinto il Pulitzer, riesce sempre non tanto ad attrarci, quanto a sconvolgerci, fin dai tempi del suo primo e affascinante alterego letterario Nathan Zuckerman, con le soprendenti avventure dei suoi personaggi tormentati, volutamente, consciamente o meno, da un instabile equilibrio tra turbe sessuali, introspezioni psicanalitiche e un’insoddisfacente e ambigua vita quotidiana.

Anche David Kepesh, il brillante intellettuale protagonista de Il professore di desiderio, docente di un corso di letteratura comparata in cui la sensualità dei personaggi di Cechov, Tolstoj, Flaubert, si manifesta al pari della maestria degli autori, non uscirà indenne da un’esistenza quasi totalmente rivolta alla ricerca di un “desiderio” fisico, che inesorabilmente finirà ogni volta per estinguersi.

Studente dalle grandi prestazioni, letterato di alto livello, insegnante di successo, David passa gran parte della sua vita tra angoscia, depressione, sedute di psicanalisi e nichilismo solitario, conseguenze inevitabili delle sue scelte sentimentali. Uscito dalla quiete della famiglia egli si ritrova avvinto dalle spire dell’esperienza erotica, del piacere, del desiderio, appunto, portati sempre all’estremo. Al pari del protagonista de Il teatro di Sabbath, ma con un’ingenuità superiore alla perversione, proverà il ruolo del seduttore e del sedotto, del maniaco e del voyeur, gestirà una contorta e violenta relazione a tre, sceglierà come moglie l’affascinante Helen, tanto attraente quanto distruttiva, sopravvivendo per miracolo ad un matrimonio portato avanti più per finzione che per convinzione. Riprenderà la psicanalisi con scarsa fiducia e il vagabondaggio sentimentale insieme all’amico e poeta Ralph Baumgarten, per poi, quasi inverosimilmente, trovare, alla fine, la compagna ideale nella saggia e dolce Claire, la cui presenza costante e tangibile riporta l’ordine e la calma nella tormentata vita di David.

O almeno questa è l’apparenza… Perché il dubbio del desiderio umano, eternamente inappagato, non sarà mai risolto. E David lo sa bene.

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