Allunaggio di un immigrato innamorato

di Mihai Mircea Butcovan (Besa Editrice)

Tu, esperta di informatica, non hai salvato niente, proprio niente, di quello che è stato fra noi. Grave errore! I dati si perdono ma il mio disco fisso, pieno di chiodi, fungerà da memoria eterna per ambedue. E allore non posso fare a meno di ricordare e, perché no, ricordarti.

Mihai Mircea Butcovan è nato nel 1969 in Transilvania, la terra che ha conosciuto la tenebrosa nobiltà del conte Dracula e la macabra violenza di Ceausescu, e attualmente vive in provincia di Milano. E’ vissuto tra libri, montagne, boschi e leggende, ed è a volte scrittore, a volte poeta, a volte tutte e due le cose insieme.

Un personaggio che si presenta così, possiede già qualcosa di surreale, di fantastico, oltre che di affascinante. Alla singolare e innata fantasia che lo distingue dal resto del mondo, Mihai ha aggiunto il parallelo gioco ad incastri delle lingue rumeno e italiano, realizzando, con una sorta di “esercizi di stile”, un romanzo scritto in un italiano tanto perfetto quanto policromo.

Ironico e divertente, pur nell’essenza vagamente malinconica della trama, Allunaggio di un immigrato innamorato tocca gli argomenti tanto discussi nel nostro paese: l’immigrazione, il razzismo, l’integrazione, la paura del diverso. Protagonista di questa storia d’amore splendida, e quindi impossibile, è il rumeno Mihai che, emigrato in Italia, e precisamente a Milano, si innamora inesorabilmente della bella Daisy, figlia di ricchi brianzoli e, guarda caso, leghista convinta e irriducibilmente militante.

Dopo diciotto mesi, ovviamente, la storia finisce tragicamente per Mihai che, ricevuta una lettera rabbiosa e vendicativa dalla ragazza, le risponde con un racconto/diario introspettivo e poetico, un’analisi precisa e spietata anche nella sua leggerezza non solo dei propri sentimenti ma di una società e di un’epoca.

Tra sperimentalismi poetici, giochi di parole, aforismi, citazioni musicali e letterarie, Mihai ci racconta l’assurdità di un amore in cui, se la sua passione è tenace e indiscutibile, quella di lei è sovrastata dalla superficialità dell’apparire, dalla preoccupazione non tanto di piacere a lui quanto di sapere che lui sia in grado di “piacere” al restrittivo clan di una famiglia borghese di provincia.

Sullo sfondo della storia, si delineano le contraddizioni e le incertezze di un immigrato rifugiatosi per necessità in Italia, ma anche di una nazione frammentata, restrittiva e incapace di confrontarsi con altre culture, vittima di un consumismo maniacale, di un nazionalismo ipocrita e di un estremismo opportunista.

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