Contractor

di Gianpiero Spinelli (Mursia)

Mentre rientravamo tra le mura della base, i due pastorelli raggrupparono le loro greggi, e si inoltrarono nel deserto, scomparendo nella sua immensità, coperti dall’atmosfera magica di un tramonto…

Prima di leggere Contractor, dimenticate tutto quanto avete sentito dire riguardo a quel paese bellissimo e dilaniato dalla guerra e dalla follia (non solo integralista) che è l’Iraq. Lasciatevi trascinare dall’autore, dalla sua eccezionale forza narrativa, e non perdetevi nulla di tutte quelle emozioni che vi offrirà in dono nel corso di questo viaggio: rabbia o tristezza, amicizia o dolore, amore o paura, noia e morte, a volte persino entusiasmo e allegria. Poi, se volete, provate a capire tutti i dettagli tecnici, strategici, legislativi e politici che costituiscono la sua professione.

Il racconto di Gianpiero Spinelli ha inizio con il suo arrivo in Iraq dove è ingaggiato come contractor dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, vale a dire un professionista della difesa e della sicurezza: non è un combattente, ma una persona disposta a morire, così come a uccidere, per proteggere la vita di chi gli è stato affidato. Un inizio entusiasta, al quale quasi subito si sovrappone, drammaticamente, il sequestro e la pubblica esecuzione dell’amico e collega Fabrizio Quattrocchi da parte di un gruppo terrorista, una storia che, più o meno correttamente, tutti conosciamo.

Con una scrittura coinvolgente, a volte persino spettacolare, l’autore racconta e descrive come scorre la vita dei contractor, questi personaggi misteriosi che spesso, se non  sempre, rimangono ignorati o dimenticati, che tutti sono pronti a condannare come “mercenari”, e dei quali nessuno, o quasi, sembra voglia riconosce il valore. Ma non si limita a questo. Al di là del rischio, ovvio e implicito, che questa professione comporta, degli obblighi contrattuali, o del compenso, relativamente elevato, Gianpiero Spinelli ci insegna, sorprendentemente, come la verità, la giustizia, la bellezza che una persona porta dentro di sé possano resistere alla violenza del mondo, anche in un paese dove l’odio seminato dall’integralismo religioso (o dalle devianze politiche) ha stretto il popolo in una catena di terrore e di vendetta.

Ci insegna il valore dell’esistenza, quella altrui sempre prima della propria, non solo per dovere o per lavoro ma soprattutto per rigore morale. Ci insegna il rispetto verso gli altri, la volontà di abbattere ogni barriera culturale, di riconoscere e di rendere merito a chi ha una diversa appartenenza ma dimostra di essere un amico. Ci insegna come anche nelle situazioni più estreme, quando la morte è più una certezza che un rischio, sia possibile mantenere intatto quel codice etico che molti, per interesse o per opportunismo, finiscono per dimenticare. La sua non è una cronaca o un diario, ma un racconto che dà voce ad un intero paese, e a un infinito incrociarsi di storie e destini.

Nella sua esperienza, egli deve lottare contro un feroce e spietato terrorismo, e contrastare l’indifferenza italiana nei suoi confronti, l’ostilità politica verso una professione tanto pericolosa quanto necessaria, i giochi oscuri dei servizi segreti. Ma non cede mai, e noi, attraverso i suoi occhi riusciamo a vedere città splendide e spaventose e luoghi perduti nel nulla, a conoscere il fascino del deserto, la dolcezza dei tramonti, la profondità di tradizioni antiche e immutabili.

Alla fine, vi renderete conto che questo è uno dei pochi libri che lasciano davvero il segno, e ne sentirete la mancanza. Gianpiero Spinelli è una di quelle persone che si vorrebbe avere come amico: capace di raccontare con semplicità e grande rispetto i conflitti dell’anima e del mondo senza tralasciare i sentimenti che, nonostante tutto, egli ci dimostra come possano sopravvivere sempre e ovunque. Ma capace soprattutto di impressionare per il suo coraggio e per la sua coerenza, per quei valori profondi e insostituibili, e purtroppo oggi poco considerati, che porta dentro di sé, e ai quali ha dimostrato di non venire mai meno. Bellissimo.

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