L’arte della vita

di Zygmunt Bauman (Laterza)

Dobbiamo porci sfide difficili; dobbiamo scegliere obiettivi che siano ben oltre la nostra cultura. Dobbiamo tentare l’impossibile.

In questo recente saggio, pubblicato in Italia con il titolo L’arte della vita, Zygmunt Bauman affronta con una chiarezza caustica e a volte spietata quella decostruzione che i valori fondamentali e il senso stesso dell’esistenza stanno inesorabilmente subendo nella società contemporanea. La felicità, meta ambita dall’intero genere umano, non si acquista nei centri commerciali, non si ottiene in premio, non è sinonimo di ricchezza o di eleganza, nè di successo o di potere, e si raggiunge solo ed esclusivamente con la volontà e la convinzione in una progressione quotidiana e faticosa, ma la frenesia consumistica, l’arrivismo e l’ambizione maniacale dell’era globalizzata, hanno ormai associata l’idea di felicità al vizioso circolo di piaceri effimeri del quale il mondo d’oggi è preda.

Le soddisfazioni e i piaceri più intensi della vita, dall’amore all’amicizia, dall’autostima alla gratificazione, dal rispetto alla solidarietà, sono stati declassati e sostituiti dall’accumulo di denaro e di beni materiali, dalla smania di apparire, dall’idolatria dell’estetica, delle griffes e della carriera, e al puro concetto del volere, che ci distingue tra gli esseri viventi, è stato sovrapposto un dovere a tutti costi, imposto da forze esterne e devianti.

Al giorno d’oggi tutto appare, in termini consumistici, ottenibile senza altro sforzo se non quello di poterne pagare il prezzo, ma al tempo stesso tutto è instabile, precario, soggetto ad un rapido deterioramento e ad un’ossessiva necessità di sostituzione, sia per seguire il passo dei tempi e delle tendenze, sia per evitare la responsabilità e l’impegno di una scelta a lungo termine. Questo meccanismo di incessante turn-over, riguarda non solo oggetti e beni di consumo, ma è giunto  a coinvolgere ormai la dimensione dei sentimenti, dove le relazioni prive di fondamento e poco impegnative hanno preso il posto di quell’amore capace di resistere fino alla morte.

La vita, però, non è una gara o un reality show in cui vince chi il più veloce o il più ammirato ma, secondo Zygmunt Bauman, è un’arte, bella, difficile e impegnativa, da esercitare con pazienza, perseveranza e precisione per costruire un capolavoro sublime, unico e ineguagliabile. E la felicità, così come l’amore, non ha un valore di mercato, ma è il risultato di una sfida estrema, di una salita in verticale verso una meta elevata e difficile da raggiungere.
Perchè solo chi aspira all’impossibile, chi conosce il valore del sacrificio, è pronto al rischio e non si arrende, riuscirà ad essere davvero felice.

Nato a Poznam nel 1925, Zygmunt Bauman, sociologo, filosofo e docente universitario britannico di origine ebraica, è noto per il suo studio sugli effetti che la globalizzazione comporta sulla cultura e sulla società, per i fenomeni derivati dall’esercizio del totalitarismo, e per le dichiarate posizioni contro il negazionismo storico.

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