Sorry

sorrydi Zoran Drvenkar (Fazi Editore)

Wolf rimane in silenzio e sente il respiro dell’uomo dall’altra parte. Anche alle finestre di fronte non si vede nessuno.
“Per che cosa vi pago? Fai il tuo lavoro. E fallo bene”.

Zoran Drvenkar, presente in questi giorni al Courmayeur Noir Festival, ha 42 anni, è nato nell’ex Jugoslavia e attualmente vive in un antico mulino situato nei dintorni di Berlino. In Germania è piuttosto famoso, ed ha ricevuto numerosi premi, come autore di libri per bambini e ragazzi, tra cui il bestseller Die Kurzhosengang, firmato con lo pseudonimo di Victor Caspak & Yves Lanois. Precedentemente a Sorry, ha pubblicato nel 2003 un primo thriller, Du bist zu schnell, non ancora tradotto in Italia.

Nella vita si commettono, forse quotidianamente, parecchi torti nei confronti di qualcuno, si arriva spesso ad offendere, talvolta volutamente, talvolta per caso, e talvolta per un perverso meccanismo di causa ed effetto, di attacco e di difesa, per una reazione quasi vendicativa nei confronti di un’azione che non sempre la giustifica. E, nella frenesia trascinante del nostro tempo, un po’ per svogliatezza un po’ per convenienza, ci dimentichiamo sempre, o fingiamo di dimenticarci, di chiedere scusa.

Ma niente paura: Sorry chiederà scusa per voi, perchè tutto ha sempre inizio con una bugia e si conclude con una scusa. Sorry è l’agenzia specializzata nel chiedere scusa, una brillante idea che Kris, Wolf, Rauke e Tamara, quattro giovani berlinesi, hanno concepita in una serata come tante altre, e realizzata quasi per caso, ma che ben presto si trasforma in un business tale da consentire loro di vivere in una lussuosa villa sulla riva di un lago. Perché le responsabilità evitate, il rimorso, il senso di colpa, rimangono latenti in ognuno di noi per poi ripresentarsi, ma senza offrirci mai il coraggio sufficiente per rimediare, un coraggio che l’agenzia Sorry sa trovare a pagamento, fornendo un professionale servizio di richiesta di scuse per conto terzi.

Tutto sembra essere abbastanza semplice, ma se è vero che possiamo delegare qualcuno per chiedere le nostre scuse, non possiamo discolparci affidando l’incarico a terzi, e tanto meno un’agenzia di servizi può comprendere l’origine di una colpa. La vita dei quattro soci viene stravolta totalmente il giorno in cui l’offesa della quale chiedere scusa raggiungere il limite estremo, e si ritrovano di fronte il cadavere di una donna crudelmente seviziata, punto di partenza di un succedersi di trappole, inganni, giochi oscuri e macabri, un percorso obbligato per conoscere chi li sta perseguitando per essersi permessi di speculare su un tema profondo come è la colpa.

La scrittura di Drvenkar è travolgente, serrata, costruita in una seconda persona che assume un tono ora diaristico, ora visionario, simile ad una grottesca autobiografia. Le scene più drammatiche appaiono violente, crude, spogliate da emozioni e sentimenti che sembrano invece essere stati collocati a parte, quasi costituissero una sorta di cornice, un valore aggiunto. L’effetto trasmesso ai lettori è forte, con una sensazione di appartenenza, di partecipazione, come se fossimo stati catturati anche noi nella spirale allucinante del romanzo, obbligati ad entrarvi e a viverlo con tutti i nostri cinque sensi.

Il romanzo Sorry è stato selezionato in Germania tra i migliori per una possibile trasposizione cinematografica.

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