Prima esecuzione

starnonedi Domenico Starnone (Feltrinelli)

“Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?”
“Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo”.

Ad interrogarsi sull’essere stato o meno un “maestro buono”, o forse sull’impossibilità di esserlo, è Domenico Stasi, ex insegnante, un uomo di profonda cultura e di chiara appartenenza politica, apparentemente tranquillo, intellettuale e filosofico nelle riflessioni ma capace di reazioni intense, passionali, inattese. Nel corso di questo bellissimo romanzo breve, dall’ingannevole titolo di Prima esecuzione, scoprirete che questo personaggio imprevedibile e facile ai conflitti interiori è in realtà una sorta di alter ego dello scrittore stesso e, per quanto siamo abituati alle sue atmosfere surreali e oniriche, rimarremo stupiti dall’alternarsi biografico e narrativo, dal confondersi e scambiarsi di ruolo tra Domenico Starnone e Domenico Stasi. Entrambi insegnanti, del resto, entrambi coinvolti negli anni di piombo, entrambi portatori di un ideale politico che il tempo ha cristallizzato in un nostalgico rimpianto.

La storia si apre con l’incontro tra il professor Stasi e la sua ex allieva Nina, recentemente uscita dal carcere dove era detenuta per banda armata. La ragazza, che il professore ricorda per la sua distaccata apatia, gli chiede un favore che ha tutta l’aria di essere una missione segreta: deve recarsi in un certo appartamento, e copiare la frase che troverà sottolineata ne La morte di Virgilio di Bloch: qualcuno provvederà a ritirarla. Il professore accetta l’insolito incarico, e da quel momento scatta una serie di azioni, reazioni e ricordi che coinvolgono tanto il personaggio quanto lo scrittore. Non appena lascia la ragazza, Stasi si rende subito conto di essere sotto il controllo della polizia, nella persona, oltretutto, di un altro suo ex allievo, e si chiede quale oscuro meccanismo avrà fatto sì che dai suoi insegnamenti scaturisse tanto un poliziotto quanto una rivoluzionaria. Poi, senza troppi ripensamenti, esegue l’ordine ricevuto, e dopo l’avvenuto ritiro della frase di Bloch, vedrà recapitarsi addirittura una pistola, accompagnata da un messaggio che indica chiaramente la data di un’esecuzione.

Le memorie di Stasi e di Domenico Starnone si intersecano e si completano a vicenda: militanti di sinistra, pacifisti, antimperialisti, esponenti di quell’idealismo illusorio che non approvava gli strumenti della lotta armata ma ne comprendeva il fine, hanno vissuto e vivono esperienze paradossali, amicizie trasformate in compromessi, situazioni sentimentali esternamente serene ma interiormente tormentate, un’aggressività vendicativa latente ma capace di esplodere all’improvviso in tutta la sua violenza.

Il romanzo è costruito in parte come riflessioni personali che si alternano alla narrazione, dove l’autore ci rivela le tecniche della sua scrittura, il processo creativo che conduce alla nascita di una storia e dei suoi personaggi, l’intromissione, casuale o voluta, di pensieri e accadimenti personali e, infine, le differenti e possibili conclusioni. Tra le quali egli sceglierà, com’è giusto che sia, la più sorprendente.

Advertisements

Comments are closed.