Lord Jim

conraddi Joseph Conrad (Mondadori)

Nato in Polonia nel 1857, Jozef Teodor Nalecz Konrad Korzeniowski è uno dei maggiori autori moderni, la cui maestria letteraria divenne ispirazione di altri scrittori e la cui stessa vita, avventurosa e a tratti drammatica, possiede le tinte di un romanzo.

Imbarcatosi come marinaio a diciassette anni, vive per qualche tempo nella Parigi dei bohémien e riprende servizio sulle navi della marina britannica, dove si avvicina alla lingua e alla letteratura classica inglese ed attraversa una serie di esperienze che ricompariranno nelle sue opere. Quando, nel 1889, realizza il suo sogno di visitare l’Africa, le scene atroci di cui sarà testimone diverranno il complicato e oscuro tema di Cuore di Tenebra, considerato un classico della letteratura.

La bellezza della scrittura di Conrad, oltre che nel suo indiscusso fascino di narratore di viaggio, si rivela nella ricchezza del linguaggio con cui, sebbene l’inglese sia una lingua acquisita, egli riesce a ricostruire in un trascinante impressionismo letterario colori, emozioni e paesaggi delle terre africane, delle coste orientali, dei mari dell’arcipelago malese, e contemporaneamente ad addentrarsi nei più ambigui aspetti dell’inconscio umano, nei misteri della solitudine e di una sottile ma persistente malinconia, dando vita a eroi incompresi o “maledetti”, spesso confinati, per scelta o per destino, in una sorta di isolamento. Lo stesso Marlow, io narrante di Cuore di Tenebra e in parte di Lord Jim, è un personaggio solitario, colmo di un nostalgico romanticismo e di una tristezza interiore accentuata dai ricordi.

Lord Jim, che compare per la prima volta a puntate sul Blackwood’s Magazine nel 1899, è una delle opere più lunghe e complesse di Conrad, raccontato in parte in terza persona, introducendo la figura del protagonista James, Jim, appunto, e in parte in prima persona da Marlow che, raccogliendo le testimonianze degli altri personaggi, trasforma il romanzo in un intrecciarsi di molteplici punti di vista.

Romantico e idealista, il giovane Jim parte come primo ufficiale sul Patna, una nave carica di pellegrini in viaggio verso La Mecca, ma in seguito ad un incidente, in una notte di tempesta abbandona la nave, che sembra stia per affondare, insieme al resto dell’equipaggio. Per ironia della sorte, il Patna non affonda, Jim è processato e privato del brevetto di ufficiale e, distrutto dal rimorso e dalla vergogna, vagabonda da un luogo e da un lavoro all’altro, fino al momento in cui Marlow chiede aiuto all’amico Stein per risolverne la disperata situazione. Personaggio singolare e affascinante, Stein, bavarese emigrato a Tripoli, ex avventuriero giramondo, commerciante e naturalista che vive, dopo la morte di moglie e figlia, in un’elegante villa dall’atmosfera di soffusa decadenza con l’unica compagnia di un’immensa collezione di farfalle, comprende nel profondo la vicenda di Jim e gli offre la possibilità di riscattarsi e ricostruire la propria vita nel remoto insediamento di Patusan.

A Patusan, Jim trova la sua perfetta dimensione: conquista la fiducia del capo tribù Doramin e del figlio Dain Waris aiutandoli a sconfiggere il tiranno Sherif Ali e a rendersi indipendenti dal Rajah del luogo, il popolo lo chiama Tuan Jim, considerandolo tra l’eroico e il divino, e si innamora della dolcissima e sfortunata ragazza a cui si rivolge con il nome di Gioiello.

Ma, come tutto ciò che ha sembianze di perfezione, il tranquillo equilibrio di Patusan non è destinato a perdurare: l’arrivo dei pirati e la presenza di un traditore nel villaggio scateneranno una serie di eventi inattesi, trasformando il romanzo in una tragedia. La storia si chiude su Stein e Gioiello, uniti da un dolore che oltrepassa la loro capacità di comprensione, ma consapevoli di doverlo subire fino in fondo, senza alternative. Come in tutta l’opera conradiana, sono sublimi sia i paesaggi tropicali, sia i ritratti dei più segreti moti dell’anima.

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