Storie del bosco antico

bosco di Mauro Corona
(Mondadori)

Così il Signore creò l’uomo e da allora non vi fu più pace sulla Terra né acque pulite né mari limpidi né boschi fitti né temporali normali. Forse il Signore ha voluto tutto questo affinché l’uomo diventasse migliore. Ma l’uomo non è diventato migliore né mai lo diventerà. Continuerà a fare guerre, invenzioni esagerate e a procurare danni alla Terra finché questa un po’ alla volta scomparirà.

Mauro Corona è uno tra i più sfuggenti e straordinari scrittori italiani, difficile da incontrare di persona ma capace di regalare ai lettori l’emozione e la bellezza delle montagne dove egli è nato. Al pari di altri autori nati e vissuti tra le rocce, come Rigoni Stern, del quale ha in parte raccolta l’eredità, o Erri De Luca, la sua scrittura racchiude quella simbiosi alchemica verso la natura che solo in pochi sanno raggiungere. Nato ad Erto, Mauro Corona ha ricevuto dal nonno la passione per l’intaglio, divenendo uno dei maggiori scultori lignei del nostro tempo, e dal padre l’attrazione per l’altitudine, che lo ha portato ad aprire numerose vie di roccia sulle Dolomiti.

Storie del bosco antico è una raccolta di brevi racconti nei quali gli animali, osservati da un punto di vista poetico e leggendario al contempo, che ricorda vagamente alcuni tratti del grande Rudyard Kipling, vivono una sorta di genesi biblica nella quale un Dio ancora ingenuo e incantato di fronte all’evolversi della sua stessa Creazione, asseconda i desideri un po’ assurdi degli animali nella speranza di rimediare agli errori di percorso e di evitare ogni genere di ingiustizia.

E così, con la fantasia dell’artista, la sensibilità dell’amante della natura e gli strumenti dello scrittore, Mauro Corona racconta perché l’aquila abbia il becco ricurvo, perché il ghiro ami la tranquillità del sonno, perché la lucertola scappi via abbandonando la propria coda, e così via, dalla marmotta, al pipistrello, al gheppio, al ragno, all’asino, una lunga serie di leggende di un bosco magico e sacro in cui l’evoluzione si trasforma in un miracolo. I racconti sono ricchi di sfumature fantasiose e poetiche, pur mantenendo un realismo nitido, privo di inutili divagazioni o eccessive coloriture di linguaggio: la natura stessa, la sua bellezza elevata e profonda, il suo valore, sono sufficienti a colmare di fascino queste brevi immagini.

Ogni storia è accompagnata dai disegni realizzati dall’autore stesso, di certo non casuali, sui quali vale la pena di soffermarsi per comprendere l’importante messaggio di un testo semplice e fantastico solo in apparenza: è l’uomo, l’artefice della distruzione del mondo, e se non si impegna a cambiare, un giorno sarà troppo tardi anche per il rimpianto.

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