Il sogno infinito

il-sogno-infinitodi Harry Bernstein (Piemme)

Sono molto fortunato. Si dice che la memoria si offuschi con l’età, ma la mia al contrario si è fatta più nitida e adesso vedo i fatti con maggiore chiarezza rispetto a quando li vivevo.

Autore e voce narrante di questo splendido romanzo, Harry Bernstein ha oggi 99 anni. Emigrato negli Stati Uniti dopo la prima guerra mondiale, inizia da giovane a scrivere racconti, e collabora in seguito a diverse testate come free lance. A 93 anni, dopo la morte della moglie Ruby, esordisce ufficialmente nella letteratura con Il muro invisibile, un romanzo autobiografico dove narra in parte la storia della propria famiglia, soffermandosi però sul significato metaforico della strada in cui abitava, situata in una cittadina industriale dell’Inghilterra. Una strada apparentemente normale, lastricata di ciottoli ma virtualmente divisa da un’insormontabile barriera di pregiudizi e conflitti, poiché abitata su un lato da ebrei e sull’altro da cristiani.

La stessa strada e lo stesso muro ricompaiono ne Il sogno infinito, dove lo scrittore questa volta ci racconta tutta la propria storia, svelando quei dettagli che afferma essere divenuti più chiari e più nitidi con lo scorrere degli anni e con essi una vita in cui si alternano rara fortuna ad ostacoli e difficoltà, momenti drammatici e colpi di scena quasi incredibili. Chiave del romanzo è la madre dello scrittore e il suo sogno americano, che per lei terminerà molto prima di poterle dare delle vere soddisfazioni. Unitasi in matrimonio, un po’ per obbligo e un po’ per compassione, a Yankel, un ebreo polacco rissoso e dedito all’alcool del quale la famiglia ha tentato in tutti i modi di liberarsi, ella trascorre un’esistenza di sogni infranti e di illusioni, interrotta da brevi momenti di serenità, fino alla morte. Madre di altri cinque figli oltre ad Harry, che alleva praticamente da sola, costretta a subire l’aggressività di un marito egoista, alcolizzato e spesso assente, supera i drammi della vita con dolcezza, e con una sorta di pacata e malinconica rassegnazione, non priva di tenui speranze.

Come accadde a molti, anche per la famiglia Bernstein l’America, ricevuta in dono sotto forma di biglietti navali da parte del misterioso e pittoresco padre di Yankel, si rivelerà un sogno breve ed effimero, interrotto dalla lunga e difficile recessione del dopoguerra. In un clima di intolleranza generale, di miseria e di disoccupazione, Harry e i suoi fratelli seguiranno strade certamente mai immaginate, costruendosi una vita molto diversa da quanto era prevedibile, e talvolta persino discostante dai loro stessi ideali, come avviene per il religioso e osservante Saul che, rimasto senza lavoro, fugge di casa e trascorre diversi anni on the road lungo tutti gli Stati Uniti, o la sofisticata Rose, trasformatasi improvvisamente in una pasionaria del bolscevismo, sposa di un comunista irlandese e cristiano.

Harry stesso, che aveva giurato di non sposarsi, si lascia incantare da Ruby, e in qualche modo questo matrimonio improvvisato, avvenuto in un raro momento di armonia tra Yankel e la moglie, diverrà non solo la sua salvezza dall’oblio dell’insoddisfazione, ma l’inizio di quella che diverrà la sua vita di scrittore. Dolce e appassionata, ma capace di superare con eleganza e discrezione ogni problema, Ruby accetta con entusiasmo vittorie e fallimenti del compagno, quasi fosse già consapevole del successo che egli avrebbe incontrato dopo la morte di lei, dopo sessantasette anni di avventure e disavventure condivise.

Un romanzo che è la storia di una vita vera, ricca di emozioni, ma anche il ritratto storico di un paese all’epoca privo di un’identità.

Di Harry Bernstein, che vive nel New Jersey, aspettiamo ora il terzo romanzo.

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