Il periplo di Baldassarre

amin-217x300di Amin Maalouf (Bompiani)

Mi ritrovai in una strada più larga, dove alcune persone si erano raggruppate e guardavano tutte nella stessa direzione. Stava arrivando un corteo. Alla sua testa, Shabbatai, che così ho visto per la seconda volta in due giorni. Anche questa volta cantava a voce spiegata. Non un salmo, o una preghiera, o un alleluja, bensì, stranamente, una canzone d’amore, una vecchia romanza spagnola.

Amin Maalouf è nato in Libano nel 1949 da una famiglia di intellettuali e letterati. Negli anni ’80 inizia egli stesso a dedicarsi alla scrittura, e nel 1993 pubblica il romanzo storico Le crociate viste dagli arabi, divenuto un classico internazionale e tradotto in diverse lingue. Attualmente vive in Francia, dove lavora come giornalista. La bellezza dei suoi romanzi, che potete leggere in italiano o nell’originale francese, è dovuta soprattutto al coinvolgente intreccio tra storia e letteratura, tra cronaca e fantasia.

Pubblicato in Italia una decina di anni fa, Il periplo di Baldassarre narra l’intrigante e complicata avventura del mercante antiquario genovese Baldassarre Embriaco, iniziata a pochi mesi dall’inizio del 1666, il cosiddetto anno della Bestia, che una profezia ha suggellato come anno dell’Apocalisse.

La verità su questa misteriosa predizione pare sia racchiusa nel libro Il Centesimo Nome, dove l’autore, un certo Mazandarani, gioca sul fatto che il Corano riveli 99 nomi di Allah, lasciando però intendere in un’enigmatica frase l’esistenza di un centesimo ignoto. Il libro, di cui tutti sono alla ricerca ma che nessuno ha mai visto nè letto, transita casualmente per poche ore nel negozio di Baldassarre, nel paese mediorientale di Gibelleto. In realtà il mercante, di origini cristiane e spiritualmente scettico, non dà molto credito ai poteri attribuiti al misterioso volume, ricevuto in dono da un vecchio vagabondo, e ritiene si tratti di un falso. Ma quando un emissario francese lo acquista pur contro il suo volere per una cifra peraltro elevatissima, il mercante inizia a lasciarsi contagiare dalla follia collettiva e, accompagnato dal commesso Hatem e dai due nipoti, il fanatico religioso Boumeh e il romantico avventuriero Habib, parte alla volta di Instanbul, con l’intento di ritrovare il pericoloso e prezioso libro.

Il viaggio di Baldassarre si svolge in un succedersi di colpi di scena, avvolto da un’atmosfera che alterna il divertimento al dramma e alla cronaca storica, con un’appassionante intreccio da romanzo gotico e lo splendore del Medioriente come sfondo: Tripoli, a Smirne, Instanbul. Al gruppo si  aggrega anche Marta, amore giovanile di Baldassarre finita in sposa al violento e disonesto Sayyaf scomparso senza lasciare tracce, della cui morte Marta vorrebbe accertarsi per potersi ritenere libera. Inutile dire che tra lei e Baldassarre si instaura una relazione ambigua, pericolosa e, soprattutto per lui, illusoria.

Baldassarre passa per avventure e rischi d’ogni sorta, perde i contatti con i suoi compagni, il libro pare sfuggirgli continuamente dalle mani ed è costretto a prolungare il percorso fino ad Amsterdam e a Londra. Incontra personaggi straordinari, come l’ebreo Maimonide, il musulmano Esfahani, il misterioso Chaplain inglese, tutti e tre legati in qualche modo al Centesimo Nome, il temerario contrabbandiere Domenico, la dolce e triste locandiera Bess, il genovese Gregorio, dal quale, infine, farà ritorno, ed assiste ad eventi singolari, come l’affermarsi di Shabbatai, l’istrionico falso Messia ebreo, rivoluzionario e opportunista, o l’incendio che in una notte distrugge Londra.

Naturalmente il 1666 termina e la fine del mondo non arriva, sebbene per Baldassarre, che non è mai riuscito ad arrivare all’ultima pagina del libro rivelatore, quest’anno maledetto rappresenta l’inzio di una nuova vita, voluta più da un intricato percorso del destino che dalla sua volontà. Perduta Marta e i contatti con i compagni di viaggio e gli amici occasionali, egli finalmente si ferma, e trova a Genova, la sua patria, il luogo dell’eterno ritorno. Il suo viaggio, dal duplice percorso fisico e interiore, è terminato, e conoscere Il Centesimo Nome, ormai, non ha più importanza.

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