Lavorare piace

lavorare_piace-193x300di Alain de Botton (Guanda)

Oggi siamo tanto più immaginativamente scollegati dalla produzione e dalla distribuzione delle merci quanto più siamo tecnicamente in grado di ottenerle, un processo di alienazione che ci priva di una miriade di opportunità di provare meraviglia, gratitudine e sensi di colpa.

E in verità, in un tempo neanche tanto lontano, di ogni bene di consumo erano noti l’origine, la storia, il processo produttivo, a volte persino l’identità dei produttori stessi, lattai o sarti, falegnami o contadini, e gli strumenti e i mezzi di cui essi disponevano. Oggi, questa consapevolezza è andata persa, e con essa la poesia del lavoro, quel viaggio affascinante e vagamente avventuroso che accompagna la merce dalla sua crezione fino all’utilizzatore finale. Centri commerciali e megastores ci offrono tutto in ogni giorno dell’anno, e dietro questa variopinta scenografia si nascondono entità a noi sconosciute, temerari professionisti della logistica capaci di far arrivare sulla nostra tavola le fragole giunte dall’altra parte del mondo in un tempo sufficientemente rapido perché non inizino a deteriorarsi.

Con questo strano e straordinario libro a metà strada tra saggio e reportage, il cui titolo originale e certamente più appropriato è The pleasure and sorrows of work, lo scrittore-filosofo svizzero Alain De Botton restituisce al lavoro quel valore romantico e intellettuale che effettivamente, dietro alla routine quotidiana e al ruolo di mezzo di sostentamento, esso possiede. Ovviamente, come anticipa il titolo, con tutte le gioie e i dispiaceri che esso comporta.

Percorrendo un viaggio a ritroso, iniziato nel momento in cui una nave mercantile scarica nel porto di Londra un container colmo di ogni meraviglia possibile, dai limoni del Marocco ai giocattoli cinesi, De Botton, in un succedersi di affreschi degni di un artista rinascimentale, parte alla ricerca di quei luoghi e personaggi fantastici nascosti dietro generi di consumo talvolta insignificanti, analizzando negli strati più intimi una ventina di professioni che, tra l’assurdità o la monotonia apparenti, svelano una passionalità estrema, irrefrenabile, a volte violenta.

Pagina dopo pagina incontriamo quei luoghi del lavoro di cui ignoriamo l’esistenza, enormi centri logistici situati in periferie deserte, raffinerie, tralicci, magazzini di smistamento merci e centri industriali dotati di un loro inquietante fascino, e facciamo conoscenza con lavoratori di ogni sorta, manager, artisti e operai, impegnati in ruoli produttivi impensabili o nei quali comunque non ci siamo mai addentrati. Artisti solitari che dipingono per anni la stessa scena, utopistici designers decisi ad inventare scarpe per camminare sull’acqua, manager di fantascientifici biscottifici dove ogni operaio è un ingranaggio di un enorme ciclo produttivo, scienziati impegnati a calcolare il lancio in orbita di avveniristici satelliti, geniali artefici della contabilità e dell’informatica, consulenti di carriera il cui lavoro consiste nell’aiutare gli altri a trovare il lavoro giusto, personaggi più o meno sorprendenti, accanto a schiere di operai, impiegati, commessi, trasportatori.

Culmine di questa incredibile e frenetica catena di attività è la mattanza dei tonni nei mari delle Maldive, narrata da De Botton in tutta la sua sanguinosa drammaticità, seguendone poi i successivi passaggi  che porteranno il pesce inscatolato, cinquantadue ore più tardi, sulla tavola di un bambino inglese.

Un viaggio avventuroso a dimostrazione che la soddisfazione nel lavoro, in verità, non arriva quasi mai, a causa delle migliaia di contrattempi che esso comporta. Ma, nonostante tutto, vi sono in esso più piaceri che dolori e, al pari dell’amore o della libertà, costituisce uno di quei valori umani irrinunciabili. Questo libro non è una guida al lavoro ideale, ma piuttosto intende rendere noti i retroscena di professioni talvolta oscure, lasciandoci capire come ogni attività abbia un senso, e contribuisca a dare un significato all’esistenza. Insomma, lavorare, malgrado tutti i problemi che comporta, piace davvero.

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