Io sono lui

di Etgar Keret (Edizioni E/O)

“Lei è il signor Chezi?” gli chiese.
Lui rispose di no, da tempo non c’era più nessun signor Chezi. Ma poiché il precedente proprietario aveva chiamato l’agenzia col proprio nome e si era fatto una buona reputazione, quando lui l’aveva rilevata non l’aveva cambiato.

Nato nel 1967 a Tel Aviv, Etgar Keret, autore di romanzi, racconti, sceneggiature, fumetti, ha iniziato a scrivere durante il servizio militare, ed oggi è tra i maggiori scrittori israeliani della nuova generazione. Le sue storie volutamente assurde e irrazionali, talvolta apparentemente prive di un filo logico o narrativo, sono effettivamente uno specchio del presente, un ritratto della società attuale e dei problemi legati ad essa, una metafora dell’autodistruzione umana a cui si oppone la lotta ostinata e violenta per la riconquista di valori perduti forse per sempre. L’editore E/O ha proposto diversi testi di Etgar Keret in traduzione italiana, tra cui l’abbastanza sorprendente Gaza Blues, realizzato a quattro mani con lo scrittore palestinese Samir El-Youssef, dimostrazione letteraria della possibilità di cooperazione tra personalità ritenute opposte.

Questa raccolta di brevi, a volte brevissimi, racconti dal titolo Io sono lui, svelano il ritmo narrativo caratteristico dell’autore: situazioni inverosimili ma paradossalmente reali, una quasi fumettistica sovrapposizione di scenari veri e fantastici, l’alternarsi di situazioni impossibili anche da immaginare con altre di una normalità sconcertante, la presenza di allegorie, miraggi, visioni, collocate in un contesto di vita quotidiana come se ne facessero parte, tanto da non suscitare neanche troppa meraviglia ai protagonisti di queste sorprendenti storie.

Genitori che rimpiccioliscono in proporzione al crescere dei figli, bambini malinconici, geniali e crudeli, una donna che gestisce un distributore di benzina nel cortile di casa all’insaputa del marito, un futuro padre pauroso e incerto che genera un pony, aziende che offrono la possibilità di recuperare dopo la morte le occasioni perdute, un uomo perseguitato da un nano che interrompe e programma le sue storie d’amore, uno sconosciuto incontrato in un bar che sa chiudere le persone in una bottiglia, padre e figlio che si perdono volutamente per le strade dell’India, una ragazza che ogni notte diviene uomo, uno scrittore costretto a restituire il talento al diavolo… Un’infinito vagabondare e trasformarsi degno di Kafka, un percorso in realtà interiore, alla ricerca di un luogo o di un tempo dove trovare quel perfetto equilibrio la cui mancanza è all’origine di questa assurdità esistenziale.

Non mancano ovviamente gli intrecci più semplici o comunque più “normali”, delusioni d’amore, tradimenti, pensieri invidiosi al punto da sfiorare la violenza, amicizie incontrastabili che crollano improvvisamente, ragazze belle e ambiziosi, uomini indecisi tra la fedeltà e la trasgressione, o propensi, palesemente o meno, verso l’una o l’altra.

Che percorrano trame fantastiche, straordinarie e impossibili, o storie di vita comune, tristi, ironiche o nostalgiche, i protagonisti creati da Etgar Keret appaiono comunque e sempre profondamente umani, vivi, ricchi di sentimento, emozioni, stupore, nostalgia e talvolta disagio, nel loro ruolo di abitanti di un mondo che spesso si rivela tanto incomprensibile da apparire irreale.

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