After Dark

di Haruki Murakami (Eunaudi)

Nato a Kyoto nel 1949, Murakami Haruki, scrittore e saggista, ha tradotto in giapponese l’opera completa di Raymond Carver e i testi di altri grandi autori americani del Novecento, come Fitzgerald, Salinger e Capote. Con il suo primo romanzo, Ascolta la canzone del vento, edito nel 1979, si presenta ai lettori come un importante protagonista della letteratura giapponese il cui stile si discosta dagli schemi tradizionali, rivelando scene e intrecci in cui compaiono spesso elementi della cultura occidentale.

La sua scrittura si sviluppa lungo una dimensione inedita, dove i personaggi sembrano sempre essere in equilibrio sulla linea di confine tra follia, sogno e realtà, le scene si susseguono similmente a sequenze cinematografiche, talvolta osservate dall’alto o a distanza, di luogo in luogo, talvolta descritte nei minimi particolari tanto da rendere inconsistente la presenza umana.

Questo singolare meccanismo narrativo compare particolarmente in After Dark, il nuovo breve romanzo di Murakami dove, un complicato intrigo di storie e situazioni dove i personaggi si incontrano nel corso delle poche ore di una notte segnata capitolo dopo capitolo, dall’incedere di un orologio, e raccontata in tempo reale. La notte di Tokyo risplende svelando un mondo misterioso, drammatico, assurdo e spesso surreale, e i destini si incrociano rivelando aspetti sconosciuti, sospesi tra il giorno e le tenebre, coinvolgendo il lettore stesso.

In questa notte magica, tra le insegne scintillanti di caffè e locali notturni aperti fino all’alba, incontriamo Mari, studentessa di cinese introversa e silenziosa, che vive all’ombra di una bellissima sorella caduta volontariamente in una catalettica morte apparente dalla quale non vuole svegliarsi. A Mari vorrebbe avvicinarsi, senza molto successo, il giovane jazzista Takahashi, ma quando lui la convince a seguirlo nel motel dell’amica Kaoru, chiedendole di fare da interprete ad una prostituta cinese picchiata da un cliente, Mari vince la ritrosia e riesce a comunicare con grande sensibilità ad un mondo per lei nuovo ed estraneo.

A questo punto la trama assume i colori di un giallo, la ragazza cinese umiliata scompare nel nulla, il suo violento cliente non è altro che un onesto padre di famiglia, la notte sfugge allo sguardo con la sua musica assordante e la sua atmosfera multicolor, i gesti sembrano ripresi al rallentatore con frasi brevi e incatenate l’una all’altra, tra Mari e Takahoshi si delinea appena un sentimento lieve, puro e sincero, quasi a riscattare l’equivoca ambiguità della vita notturna. E la stanza di Eri, la bella e dormiente sorella di Mari, compare d’incanto come una visione, un luogo surreale e onirico, in cui la minacciosa presenza di un televisore dentro il quale sta per essere risucchiata la realtà, ci lascia il dubbio dell’ignota linea di confine dell’immaginario.

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