Mar Morto

di Jorge Amado (Mondadori)

Poi la tempesta passò. La luna comparve e Iemanjà stese i suoi capelli sul luogo dove Guma era scomparso. E lo portò per i viaggi misteriosi delle terre lontane di Aiocà, dove vanno i coraggiosi, i più coraggiosi del porto.

Tra le tante opere firmate da Jorge Amado, il grande scrittore di Bahia scomparso nel 2001, e che non ha bisogno di alcuna presentazione, Mar Morto, scritto nel 1936, è uno dei più affascinanti ma, purtroppo, non dei più noti e forse neppure dei più letti. Classificato nella prima parte della produzione letteraria di Amado, quindi quella maggiormente influenzata dal suo attivismo politico, in cui compaiono temi sociali come i diritti umani, le condizioni dei lavoratori e il desiderio di emancipazione della donna, Mar Morto è effettivamente il ritratto dei pescatori di Bahia, della loro vita colma di ingiustizie, di minacce, di povertà, ma straordinariamente bella, emozionante e appassionata.

A tratti, nello scorrere della storia, la scrittura sembra divenire poesia, sciogliendosi in versi drammatici e intensi mentre narra la lotta per la sopravvivenza, il pericolo e la tristezza di un mondo dove però non manca mai l’amore profondo tanto da superare la morte, il desiderio forte al punto da divenire dolore, l’amicizia capace di rompere ogni argine e divenire quasi un rischio. E, sopra ogni cosa, la presenza del mare, immenso, divino, dimora della dea Iemanjà dai cinque nomi e dagli inifiniti volti, capace di donare, solo a chi ella sceglie, la morte più dolce.

In questo succedersi di destini incerti Guma, il pescatore, e la moglie Livia vivono la loro quotidianità fragile e splendida, lui romantico, temerario, e consapevole di dover restituire, un giorno, la propria vita al mare , lei nata in paese di terra, impaurita dalle onde, persa nell’attesa di una sorte diversa, e di liberarsi dalle catene temibili dell’acqua. Ma non sarà così, e in un continuo incrociarsi di gente di mare, pescatori e contrabbandieri, donne bellissime e armate di coltello, bambini malinconici, uomini violenti, spietati o tenerissimi, alla fine, sarà proprio Livia a ricevere in dono il destino del mare.

Il romanzo si snoda per le strade e i porti di Bahia, trasformando il luogo stesso in una leggenda, perché così raccontano gli uomini di mare, dove la morte, l’amore e il naufragio sono una presenza viva, percepibile e costante. Alcuni personaggi ricompariranno in altri romanzi di Amado, ma forse più che in ogni altra opera compaiono in queste pagine i rituali del mare, i santi del Candomblè, la sacralità estrema e potente degli abissi. Non perdetevi questo viaggio.

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