Le chiavi del regno

di A. J. Cronin (Bompiani)

Archibald Joseph Cronin nasce a Helensburgh nel 1896. Laureatosi in medicina, prima di dedicarsi completamente alla scrittura esercita per oltre dieci anni la professione di medico in situazioni abbastanza estreme, prestando servizio come chirurgo nella Marina militare durante la seconda guerra mondiale, e successivamente come ispettore medico alle miniere del Galles, esperienza che diverrà ispirazione per due dei suoi romanzi più noti, E le stelle stanno a guardare, dove descrive chiaramente le condizioni di vita disumane dei minatori, e La Cittadella, il cui protagonista, un giovane medico appassionato ed entusiasta, vivrà in prima persona gli effetti della corruzione e della brama di potere. Entrambi i romanzi ebbero successo in Italia in seguito alle versioni televisive. Cronin morirà a Montreaux nel 1981.

Scritto nel 1939, quando Cronin e la famiglia si erano trasferiti negli Stati Uniti, Le chiavi del Regno è l’avventurosa storia di Francis Chisholm, un sacerdote cattolico scozzese inviato come missionario nella Cina prerivoluzionaria. Ribelle di natura, anticonformista e apertamente contrario alle ipocrisie del clero, Francis, pioniere dell’estremo oriente, incontra e supera difficoltà di ogni sorta, epidemie, guerriglie, violenza, disagi climatici, ma al contempo è affascinato dalla filosofia di vita presente in questa terra ancora selvaggia, e ne adotta lo stile semplice e sobrio.

Eroe atipico, Francis ha trascorso un’infanzia segnata dall’odio tra cattolici e protestanti, e la sua personalità contemplativa e pragmatica al contempo, il suo carattere tollerante e privo di pregiudizi ma caparbio e deciso, la sua creatività innata e la sua estrema disponibilità sono elementi caratteristici del periodo precedente al Consiglio Vaticano II. Un personaggio geniale ma scomodo, e disapprovato spesso dagli alti esponenti del clero, rigidamente osservanti ma sviati dall’ambizione e totalmente privi del senso di carità e di altruismo.

Nonostante le avversità, Francis resiste, dimostrando un’eccezionale forza fisica e morale, ma il suo modo di essere e di agire non sono privi di una certa ambiguità, e non sono immuni dalle tentazioni. E’ tranquillo e pacifista, ma interviene in una lotta tra gruppi locali causando la morte di diverse persone. Tulloch, il suo migliore amico, un medico scozzese che lo aiuterà durante una pericolosa epidemia tanto da morirne egli stesso, rimarrà ateo e dedito ai piaceri materiali fino all’ultimo istante, nè Francis farà nulla per cambiare la sua natura di libero pensatore. E persino con suor Maria Veronica, la missionaria giunta dall’Europa, Francis instaurerà un rapporto strano e contrastato, quasi una reciproca attrazione celata da un’apparente antipatia.

La figura di Francis nella realtà cattolica probabilmente sarebbe difficile da sopportare ancora oggi. La sua concezione di Dio è una delle più singolari, talvolta egli stesso vive momenti di crisi e di confusione, ma le sue accuse non si rivolgono tanto verso i presunti peccatori, ma verso coloro che si credono dalla parte dei giusti.

E’ impossibile, affermerà, che la Chiesa pretenda di insegnare una dottrina rinnegata dal suo modo di agire. E con questa umiltà e convinzione porterà avanti il proprio ruolo di missionario, e, ormai anziano, la parrocchia scozzese che gli verrà affidata.

Come Cronin sembra suggerici, è con questa sua naturale umiltà che Francis ha davvero ottenuto “le chiavi del Regno”.

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