L’amante palestinese

di Selim Nassib
(Edizioni e/o)

Albert ricorda. A quel primo amplesso ne sono seguiti altri più calmi, e il tempo non ha più avuto importanza. Ricorda le labbra socchiuse, il respiro spezzato eppure paziente, gli occhi neri leggermente velati che continuavano a guardarlo mentre, con lenta progressione, arrivava il piacere. Alla fine sono riusciti a separarsi.
“D’ora in poi”, ha detto lei a voce bassa, “sarai il mio amante palestinese”. 

Selim Nassib è un giornalista e scrittore libanese di origine ebraica nato a Beirut nel 1946 e attualmente residente a Parigi. A lungo corrispondente di Liberation, negli anni ’90 ha abbandonato il giornalismo per dedicarsi interamente alla letteratura. In Italia è stato tradotto da E/O, ed ha raggiunto il successo con Ti ho amata per la tua voce, un romanzo dedicato alla leggendaria figura della cantante araba Umm Kalthum.

Tra la cronaca e la novella, i suoi scritti sono ambientati in contesti politici reali e piuttosto recenti, e raccontano il mondo arabo nella sua espressione più sensuale, toccando emozioni e sensazioni che in una narrazione a sfondo storico spesso passano in secondo piano o non vengono considerate.

Sulla scena di una Palestina frammentata fisicamente e moralmente dal nascente stato di Israele, ne L’amante palestinese Nassib narra l’intensa e pericolosa passione, impetuosa e paradossale, scoppiata tra l’aristocratico e romantico banchiere libanese Albert Pharaon, e la guerrigliera del sionismo, futuro primo ministro israeliano, Golda Meir. Come è destino di ogni contatto tra questi due mondi simili ma diatralmente opposti, la relazione tra Albert e Golda sarà inevitabilmente colma di tenebre e di fuoco, conflittuale e trascinante, intensa e fragile, ambigua e lacerante, profonda e quasi perversa.

Lei sfuggita ai pogrom dell’est Europa, moglie inappagata di un musicista inadatto a vivere tra le paludi e il deserto del medio oriente, madre di due figli che vorrebbe senza successo crescere nell’atmosfera falsamente idilliaca dei kibbutz, passionale tanto negli ideali sionisti quanto negli amori al punto da confonderli. Lui elegante, ricco e colto, banchiere per diletto, innamorato dei cavalli e della sua villa arroccata sul colle di Haifa, marito insoddisfatto e incompreso dall’alta società libanese, affezionato solo alla giovane nipote Nina alla quale non riuscirà comunque ad evitare il dramma di un matrimonio combinato. Golda e Albert vivono un amore tanto inarrestabile quanto impossibile e tenace, nascosto nell’ombra ma noto all’ambiente mondano, un piacere clandestino e proibito fatto di incontri brevi e spezzati, di amplessi consumati nel buio e nel silenzio di una stanza, di una carnalità folle e aggressiva, così simile alla terra che l’ha generata.

Vittime di uno sguardo e di un incontro fatale, entrambi sanno che il loro sentimento non ha destino ma non rinunciano ad esso. Intorno a loro, la storia imperversa, e sullo scenario di una Palestina ancora legata al mandato britannico ma dove ormai i nuovi abitanti hanno preso, giustamente o meno, il loro posto, i giochi politici ed economici si alternano ai grandi flussi migratori, ai cambiamenti forzati, agli inevitabili scontri, violenze, guerriglie, fanatismi e vendette da entrambi i lati. E sopra a tutto, esattamente come avviene oggi, l’incapacità politica di risolvere una questione estremamente complessa.

La guerra prende il sopravvento, Haifa, occupata dall’esercito del nuovo stato, diverrà una città “ebraica”, così Golda avverte Albert in uno dei loro fugaci incontri. Ma lui non se ne va, dall’alto del suo terrazzo vede la lunga colonna in fuga verso il Libano e ugualmente resta al suo posto anzi, addirittura apre la sua casa agli immigrati, a chi è sopravvissuto alla persecuzione nazista, vive persino un altro brevissimo e violento amore, per poi rimanere infine, solo, tra i fantasmi del passato, sullo sfondo di una città forse rinnovata ma quasi distrutta nelle mura e nell’anima.

Un amore tragico e assurdo, eppure quasi incapace di soccombere. Una storia emozionante ma anche un interessante cronaca storica.

Advertisements

Comments are closed.