Il ritorno di Memed il Falco

9788880033165gdi Yashar Kemal
(Tranchida Editore)

Kemal Sadik Gokceli, noto ai lettori come Yashar Kemal, è uno dei massimi scrittori turchi e dei più grandi autori del Novecento, candidato al Premio Nobel dai tempi del suo grande romanzo Memed il Falco.

Nato nel 1922 nel piccolo villaggio di Hemite, nell’Anatolia meridionale, da madre curda e padre turco, si è da sempre identificato, soprattutto nella vita intellettuale, con il popolo curdo, del quale ha reso spesso note le persecuzioni e le ingiustizie subite, con un attivismo che gli ha procurato parecchi mesi di prigionia.

All’età di 5 anni, Yashar Kemal è testimone dell’assassinio del padre, ucciso a coltellate durante la preghiera all’interno della moschea un’esperienza traumatica in seguito alla quale egli avrà serie difficoltà di parola per oltre sei anni.  Durante questo periodo di silenzio forzato riesce però ad esprimersi perfettamente con il canto e, seguendo la tradizione dei cantori dell’Anatolia, improvvisa e compone le proprie strofe, scoprendo quella passione per la poesia che lo incita ad imparare a scrivere.

Costretto a lavorare in una tessitura per poter frequentare la scuola, le sue liriche incontrano comunque subito un discreto successo e, ancora molto giovane, riesce a pubblicare una prima raccolta commentata di elegie appartenenti alla tradizione orale del folklore popolare.  Abbandonata la scuola, Yashar Kenal svolge per vivere ogni sorta di lavoro, dal bracciante, all’impiegato, allo scrivano, all’insegnante, leggendo nel frattempo qualsiasi libro gli capiti tra le mani, e stringendo amicizia con gli intellettuali dell’epoca. Scrive il suo primo racconto durante il servizio militare, e nel 1950 trova lavoro come giornalista per il maggiore quotidiano di Instanbul, distinguendosi da subito per il suo stile originale, acuto e vivace.

Il suo primo libro è una raccolta di brevi racconti, pubblicata nel 1952, e la prima moglie Thilda, proveniente da un’importante famiglia di ebrei sefarditi di Instanbul, tradurrà in inglese 17 opere del marito prima di morire, nel 2001.

In tutte le sue opere, la pianura della Cukurova, l’antica Cilicia, terra nativa dello scrittore, incombe con la sua forte presenza fisica e spirituale, costituita dall’aroma persistente di verde, di terra e di fiori e dai forti colori del Mediterraneo, ma anche della storia che questo antico e magico luogo, punto di incontro di popoli e di culture, da secoli porta impressa.

Il suo lavoro più importante è la Trilogia della montagna, scritta tra gli anni ’60 e ’70, vero e proprio ritratto a tinte violente dell’Anatolia, tra storia, verità, leggenda e fantasia. 

Pubblicato nel 1955, Memed il Falco riscosse subito un eccezionale successo sia in Turchia, dove venne premiato come miglior romanzo dell’anno e tutt’ora si trova tra i più venduti, sia all’estero, dove venne diffuso e tradotto in una quarantina di paesi. L’avventurosa vita di Memed, il giovanissimo, temerario e romantico eroe dell’Anatolia, che combatte da solo per liberare i cinque villaggi dell’altopiano dei cardi dalla tirannia di Abdi Aga, è raccontata da Yahar Kemal con un’intensità narrativa lontana e differente dai modelli occidentali, ricca di emozionanti e tragici colpi di scena dal tono epico, ma contemporaneamente ritraendo in maniera essenziale e dettagliata la difficile e tormentata vita dei contadini curdi. Primo libro di quello che diverrà un ciclo, nel 1984 il romanzo viene trasformato da Peter Ustinov nello splendido film Memed, my Hawk.

Ne Il ritorno di Memed il Falco, ci rendiamo conto che la storia non è terminata, come non termina mai nella realtà la lotta inequa tra oppressori ed oppressi. Il mondo di Memed, dai colori di fiaba ma tristemente reale, ricompare, e con esso i personaggi caratteristici di Yashar Kemal, impegnati nell’eterna battaglia tra la violenza e l’onestà, tra l’arroganza e la difesa delle proprie tradizioni. Nel continuo succedersi di duelli e scontri, dove spesso la realtà sfiora i confini della magia, la selvaggia bellezza della natura appare nei paesaggi della Cukurova, dove si alternato e si succedono terre riarse e verdi vallate, ripidi versanti rocciosi e immense paludi. Rattristato dall’aver perdute le persone che amava a causa della propria posizione di ribelle, e nello scoprire le disagiate condizioni di vita del suo popolo, liberato da un tiranno solo per vederlo subito sostituito da un altro, Memed ritorna, sì, ma appare stanco, confuso, malinconico e incerto, deluso dall’infinito ripetersi della violenza, e dai contadini stessi, che talvolta sembrano non capire, o semplicemente non vogliono essere dalla sua parte. Un romanzo trascinante come una saga fantasy, ma colmo di verità, e nel contempo uno splendido affresco storico di un paese e di un’epoca ancora a noi sconosciuti.

Yashar Kemal in Italia è stato scoperto e tradotto da Tranchida Editore.

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